giovedì 11 settembre 2008

Giorno 11

Torino si può benissimo chiamare una piccola parigi. Oggi sono di umore alquanto triste forse quando sarò fra i monti l'animo si eleverà maggiormente non pensando che alla bellezza della natura ed a quelle Celesti.
Partenza da Milano felicemente alloggiati all'albergo bonne femme. Città bella posizione amena splendidi monumenti però a mio gusto preferisco Milano. Passata una notte molto agitata. Minaccia temporale.

 
Nota: In questa lunga nota cerchiamo di dare conto delle ultime pagine del diario di Angioletta.Come abbiamo visto, alla vigilia delle proprie nozze, cioè l'8 settembre (1888), Angioletta sul proprio diario scrive un ultimo appunto quotidiano, che viene integrato da una ulteriore nota (che si trova nella sezione "Annotazioni" in fondo al diario) la quale porta la stessa data. Poi succede una cosa strana: ci aspetteremmo un appunto in data 9 settembre relativo all'avvenuto matrimonio in Chiesa, invece gli spazi sull'agenda a partire dal 9 settembre (data delle nozze) al 10 ottobre sono occupati dal racconto di un viaggio di una decina di giorni con pernottamenti a Torino, Susa, Moncenisio (dove Angioletta rimane alcuni giorni) e di nuovo Susa e Torino. Si potrebbe pensare al viaggio di nozze, ma queste pagine presentano alcune difficoltà di interpretazione che non rendono chiaro quando si sia svolto effettivamente questo viaggio e soprattutto con chi abbia viaggiato Angioletta. Le difficoltà sono le seguenti: - Diversamente dal solito, Angioletta non aggiunge l'indicazione dell'anno (1888 o 1887) sull'agenda; - Sempre diversamente dal solito, Angioletta non rispetta la scansione in giorni prevista dall'agenda, ma espande la narrazione di alcune giornate sugli spazi di più giorni, con i cambi di giornata anche nel mezzo degli spazi; - Soltanto da un certo punto in poi, ovvero dal giorno 17, Angioletta indica la data del giorno, ma senza precisare mese ed anno; - In un caso Angioletta, nello scrivere gira per sbaglio due pagine, iniziando a scrivere più avanti, poi si accorge, cancella qualche riga e torna indietro a scrivere nelle due pagine lasciate bianche in mezzo; - Persino la sequenza temporale non è rispettata rigorosamente, specialmente all'inizio: il primo appunto che si trova scorrendo l'agenda (nello spazio del 9 settembre) parla dell'ascesa con la funicolare al Monte dei Cappuccini (a Torino);mentre il racconto del viaggio da Milano a Torino (che necessariamente deve essere avvenuto prima) si trova più sotto, nello spazio del 12 settembre; - Non è nemmeno chiaro con chi viaggi Angioletta. Quasi certamente con altre tre persone.Come dicevamo, l'ipotesi più immediata è che si tratti del viaggio di nozze di Angioletta e Pietro al Cenisio in qualche modo prefigurato dall'appunto del 16 marzo "Ritornai alla sera ancora e passammo circa due ore in sua cara compagnia, appoggiando il mio capo sul suo omero raccontando del nostro idillio futuro, quando soli col nostro amore saremo al Cenisio, circondati da una natura più che ridente". Invece certamente non sono soli. Ma ci sono alcuni dubbi persino sulla effettiva presenza di Pietro il quale non viene menzionato una sola volta, mentre sono citate la cugina Emma e la Mamma. Nell'appunto indicato come "giorno 17" infatti leggiamo: "Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata".


- La mancata citazione di Pietro, la mancanza di qualsiasi riferimento al recente matrimonio e la presenza della mamma e della cugina Emma potrebbe fare pensare a un viaggio svolto precedentemente rispetto al matrimonio (settembre 1888) e persino prima del fidanzamento con Pietro (gennaio 1888). Certamente però dopo il dicembre 1885, in quanto la funicolare al Monte dei Cappuccini di Torino viene inaugurata in quel mese e lo stesso albergo della Bonne Femme, citato come alloggio all'andata, viene ristrutturato con via Pietro Micca nel 1886.



Cerchiamo di mettere ordine.

A) Lo spazio del 9 settembre (e parte del 10) viene occupato da un appunto a matita ("Salita colla funicolare ai Cappuccini da dove si domina tutta Torino il Po ai piedi all'ingiro colline ridenti a destra Superga. Di umore abbastanza allegro alla sera però indisposizione") dove il 9 prestampato è corretto a mano da un "12", come se Angioletta volesse dirci che ha utilizzato la pagina del 9 settembre ma si riferiva di fatto a un giorno 12, ma l'anno non è indicato e che sia settembre possiamo intuirlo solo dal fatto che non ha corretto anche il mese. Questo appunto è attribuibile, per via della stessa correzione, e tenendo conto della sequenza temporale, al Giorno 12 (Visita di Torino, salita al Monte dei Cappuccini).

B) Nella pagina successiva, nello spazio dell'11 settembre, troviamo un altro appunto a matita ("Torino si può benissimo chiamare una piccola parigi. Oggi sono di umore alquanto triste forse quando sarò fra i monti l'animo si eleverà maggiormente non pensando che alla bellezza della natura ed a quelle Celesti."  E poi, invadendo lo spazio del 12, Angioletta racconta: "Partenza da Milano felicemente alloggiati all'albergo bonne femme. Città bella posizione amena splendidi monumenti però a mio gusto preferisco Milano. Passata una notte molto agitata. Minaccia temporale.". Questo appunto è attribuibile al Giorno 11 (Partenza da Milano per Torino, alloggio all'Alberto Bonne Femme). (Altre info sull'Albergo Bonne Femme su Civico 20 News, da cui è tratta l'immagine qui sotto, e su Atlante di Torino).


Dopo varie ipotesi e analizzando l'intero racconto del viaggio ho trovato che la ricostruzione più credibile sia la seguente.
Intanto va escluso che gli episodi narrati a Torino siano riconducibili alla stessa giornata, infatti in un giorno (che sappiamo essere il 12) Angioletta è "di umore abbastanza allegro". Mentre nell'altro giorno è "alquanto triste". E facendo i calcoli anche con i giorni successivi la partenza dovrebbe essere avvenuta il giorno 11.
Quindi Angioletta potrebbe avere iniziato a scrivere la sera dell'11 settembre, proprio nello spazio dell'11 settembre, infatti non c'è nessuna correzione sulla data e stende le sue impressioni su Torino maturate in quella data, poi si accorge di non aver raccontato la parte logistica (partenza da Milano, nome dell'albergo) e invade lo spazio del 12. Anche l'umore conferma questa ipotesi: di giorno è triste, la notte agitata. Poi, per non invadere anche lo spazio del 13 decide di scrivere gli appunti relativi al 12 settembre nella pagina rimasta bianca del 9 settembre. Segnando, per l'appunto 12.  Qui racconta la salita ai cappuccini e l'umore allegro, con indisposizione serale. Quindi di fatto l'appunto della pagina 9 settembre precede temporalmente e non segue l'appunto della pagina dell'11 settembre (ovvio: il viaggio da Milano a Torino non può seguire l'ascesa al Monte dei Cappuccini). 

C) Poi, a partire dallo spazio del 13 settembre, Angioletta inizia a raccontare il viaggio nei dettagli. Sarebbe finalmente in linea con la data prestampata sull'agenda, ma si perde subito la corrispondenza: infatti l'appunto di una sola giornata (probabilmente il giorno 13) occupa il 13, il 14 e il 15: "Alzati alle 7 visitata la Cattedrale stupenda la capella indi pigliata una vettura e visitato i principali corsi e piazze nonché il Valentino dal quale si domina il Po e circondato da colline incantevoli. Alle 5 partiremo per Susa. Eccoci in treno. Arrivati sani e salvi a Susa alloggiati all'Albergo del Sole. Cittadina di montagna dove scorre la Dora circondata dai monti, sera splendida coperta il firmamento di stelle, umore come al solito malinconico, appetito pochissimo. Innalzare la mente a Dio è dove si rittrae maggior conforto."  Giorno 13 (Visita della Cattedrale - Partenza da Torino in treno per Susa, alloggio all'Albergo del Sole)

D) Quello del giorno successivo, verosimilmente il 14 nella vita reale, occupa lo spazio dal 16 fino a metà del 21 settembre: "Alzati alle 7 e dall'albergo siamo andati a far visita alla Signora Gatti che ci accolse cordialmente e di lì dopo informazioni ci siamo recati al Moncenisio, viste stupende valli selvagge nel fondo delle quali scorre la Dora Riparia, cascate spumeggianti monti alquanto aridi e rocciosi però belli nel suo genere. Al Molaletto ci siamo fermati ed abbiamo bevuto di lì per un sentiero alquanto faticoso ci siamo recati al Cenisio per una strada carrozzabile, trovato un freddo abbastanza allegro, appetito formidabile. Il fiume Cenisia e la Rongia che poi si uniscono e poi formano la Dora Riparia la quale passa per Susa. All'Otel del sole si ha un piccolo lago che rende ancor più bello questi luoghi già tanto poetici una bella sera stellata [due parole cancellate] serve a mettere in rilievo questi luoghi alpini vi si scorge quà e là qualche ghiacciaio l'edelweiz domina in questi posti e si erge sovrano su tutta la flora alpina che vi abita. Domani tempo permettendo partiremo per la Savoia.Giorno 14 (Susa: visita alla Signora Gatti - Partenza da Susa per Moncenisio)
Qui alcuni dubbi: è un caso che l'albergo del Moncenisio
 si chiami Otel del sole, quasi omonimo dell'albergo di Susa (Albergo del Sole) dove hanno alloggiato il giorno prima? O è un lapsus di Angioletta? O c'è un errore nella narrazione e si tratta dello stesso albergo? E da Susa a Moncenisio sono andati a piedi (come sembrerebbe dalla narrazione): sono circa 15 km di salita? Inoltre va ricordato che la zona è profondamente cambiata: intanto la zona attorno al lago del Cenisio è passata dall'Italia alla Francia nel 1947 (trattato di Parigi) quindi probabilmente la compagnia di Angioletta alloggia in territorio allora italiano, in secondo luogo sulla sede del lago naturale (allora più piccolo) è ora presente un lago artificiale più ampio

E) Il giorno successivo (probabilmente il 15), riprendendo dalla pagina prestampata come "21 settembre" Angioletta scrive: "Alzati alle 8 con buon appettito e umore allegro mangiato caffè e latte [due parole cancellate] eccellente. Davanti al nostro albergo scorre il lago Cenisio le fanno corona i monti altissimi. In mezzo a queste bellezze l'animo si nobilita e i più gentili sentimenti fanno capolino in questi luoghi dove i semplici costumi fanno scordare il fango che purtroppo invade le grandi città. Per la via carrozzabile abbiamo passato il confine e visitata in parte la Savoia che trovai stupenda immensa ghiacciai praterie, monti maestosi cosparsi di pineti che li rendono imponenti. In mezzo a questo verde serpeggia la strada maestra che conduce a due paesini francesi. Ritornammo con un vento impetuosissimo * all'albergo alle 4, ci siamo coricati un poco indi pranzato ed alla sera fatto una passeggiata sino all'ospizio con una magnifica sera stellata. Di ritorno abbiamo ballato sino a mezzanotte e poi a letto". Questo appunto occupa fino a metà spazio del 25 settembre (dopo l'asterisco la matita viene abbandonata per tornare a scrivere a inchiostro). Giorno 15 (a Moncenisio, passeggiata in Savoia e ritorno)

F) Poi riprende (dalla metà 25 settembre) annotando (e dovremmo essere di fatto al 16): "Questa mattina ci siamo alzati alle 8 preso il caffè e latte ed alle 10 colazione alla forchette. Tempo splendido, un cielo color di zaffiro senza alcuna nube, un sole fulgidissimo. Abbiamo fatto il giro del lago lungo 14 Chiltri* poi riposammo un ora circa in un verde boschetto seduti sopra uno scialle a conversare. Di li per sentieri passando un piccolo ponticello siamo ritornati all'albergo abbiamo pranzato con appettito indi fatto una bella passeggiata di 2 Chiltri, poi ritornati all'albergo abbiamo pranzato di buon appettito fatto una lunga passeggiata e poi a letto". (Il testo qui arriva allo spazio del 28 settembre, mentre dovremmo essere sempre al giorno 16, e dopo l'asterisco torna a matita). Giorno 16 (a Moncenisio, passeggiata di 14 km attorno al lago e nuova passeggiata di 2 km dopo cena)
Qui l'ultima parte della nota sembra ripetuta, prima a matita e poi a penna


G) Finalmente, riprendendo a scrivere sullo spazio del giorno 28 settembre, Angioletta ci comunica una data (almeno per quanto riguarda il numero del giorno) il che ci permette di riconciliare i conti: "Questo giorno 17 dopo la colazione scendemmo per una via assai ripida a Lans-le-bourg paesello posto in ridente posizione in una valle verdeggiante dove scorre l'Arc spumeggiante le ridenti montagne lo racchiudono.* Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata fortuna volle che fosse una indisposizione passeggiera". (Dopo l'asterisco torna a inchiostro). Giorno 17 (a Moncenisio, passeggiata a Lanslebourg e nuova passeggiata "noi tre soli" dopo cena alla Gran Croix, mamma indisposta)

Bene, qui siamo al giorno 17, e ipotizziamo che siano partiti da Milano l'11. Di quale mese? Probabilmente settembre. Ma di che anno? Forse non è il 1888! E quello non è il viaggio di nozze. Si tratta magari una vacanza fatta l'anno prima o, perché no?, qualche anno dopo, che viene però annotata sul diario del 1888 conservato gelosamente (si tratta pur sempre dell'anno in cui Angioletta si è fidanzata e sposata). Particolare anche il fatto che durante questi giorni di gita la scrittura torrenziale la facesse esorbitare lo spazio ristretto delle singole giornate che di solito era quasi sempre sufficiente a racchiudere il resoconto delle giornate milanesi. Mancano ancora solo tre giorni di racconto di viaggio e compariranno altri personaggi difficilmente compatibili con l'ipotesi "viaggio di nozze" (almeno nel senso moderno del termine). Senza contare che, come molti hanno fatto notare, Angioletta non parla mai di Pietro. Potremmo indagare ulteriormente, qualche elemento c'è, ma la mia ipotesi è che queste pagine raccontino un viaggio dell'estate 1887, cioè dell'estate prima.

Resta però un dubbio: Angioletta con precisione incredibile (e sospetta) utilizza gli spazi dell'agenda a partire dal 9 settembre che, guarda caso, sono le pagine successive a quelle utilizzate nel 1888 matrimonio.  Se le avesse occupate l'anno prima sarebbe stato davvero profetico da parte sua!

E se invece la realtà fosse diversa? Se lei, da brava mogliettina avesse deciso di chiudere il suo diario intimo con il matrimonio l'8 settembre del 1888 e poi, avesse deciso deciso di utilizzare le pagine lasciate bianche nel 1888 in un viaggio degli anni successivi a cui non aveva preso parte il marito (oppure a cui aveva preso parte senza essere comunque menzionato, anche se questo è più improbabile?)

H) I) Infine, seguono gli appunti finali della gita: "Ieri giorno 18 nulla di immemorabile anzi una giornata alquanto noiosa nessuno di buon umore. Emma si fermò a letto col mal di capo io mal di denti quindi malinconia su tutta la linea nella notte ancora mal di denti e questa mattina partiremo per Susa [questa parte è stata scritta per errore sulla pagina successiva e poi cancellata n.d.r.linconia su tutta la linea.  Al dopopranzo siamo andati a fare la solita passeggiata all'Ospizio. Di ritorno a casa a letto subito ed alla mattina dopo una buona colazione salutati da quei buoni albergatori partimmo alla volta di Susa. Il viaggio fu felicissimo fortunati anche nel tempo circondati da continui monti, quà e la cascatelle, la Dora che ai piedi scorre, sui verdeggianti tappeti sparsi quà e là mucche guidate da pastori e pastorelle capre e pecore che sembra devono cadere da un momento all'altro da quei dirupi, macigni pendenti un complesso di cose che rendono ameni questi stupendi siti. Arrivati a Susa verso le 7 con un appettito da alpinisti abbiamo mangiato di gusto e poi sebbene il tempo non fosse molto favorevole pure non abbandonammo l'idea di fare la nostra solita passeggiata notturna e per un viottolo alquanto oscuro facemmo quasi un Chil.ro".
Giorno 18 (indisposizione generale, passeggiata all'Ospizio dopo cena) e Giorno 19 (Ritorno da Moncenisio a Susa e nuova passeggiata dopo cena) entrambi raccontati il 19.
Angioletta, come si usava allora, chiama colazione il pranzo e pranzo la cena. Anche in questo caso pare che il viaggio da Moncenisio a Susa sia stato affrontato a piedi. Se è così ancora più notevole il fatto che abbiano fatto una passeggiata anche dopo cena.

J) Nota che occupa lo spazio da verso la fine del 4 ottobre, supera la cancellatura del 5 causata dall'errore nel girar pagina, e si chiude a metà dello spazio del 7 ottobre: "Questa mattina giorno 20 ci siamo svegliati colla pioggia che poi fortuna volle cessò e ci lasciò liberi di passeggiare un poco verso il nostro amato Moncenisio che chissà se mi sarà dato di rivedere ancora. Ci siamo fermate io ed Emma sulla strada a discorrere delle nostre faccende e poi adagio adagio sempre ammirando ciò che di bello ci circonda siamo ritornati al nostro Albergo. Pranzato ci siamo recati sotto i portici a passeggiare indi a casa dove con un buon organetto abbiamo fatto quattro salti e dopo stanchi e lassi ci siamo coricati che davvero ne avevamo il bisogno." Giorno 20 (A Susa, passeggiata "verso" il Moncenisio e passeggiata dopocena sotto i portici).

K) Nota che occupa lo spazio da metà del 7 ottobre a metà del 9 ottobre: "Oggi giorno 21 con un sole splendido ed un cielo sereno ci siamo alzati ed alle 2 partiremo alla volta di Torino. Col treno che parte alle 2.20 da Susa in un vagone di terza classe abbastanza comodo partimmo alla volta di Torino. Non è a dirsi il dispiacere che provai ad abbandonare quei luoghi così deliziosi dove non solo l'occhio ma anche il cuore rimaneva estatico innanzi a così bella natura. Il viaggio non fu molto allegro da parte di tutti. Arrivati a Torino ci recammo a trovare la Gigia e di lì con una vettura all'Albergo Prussia sotto ai Portici dove ci trovammo benissimo per vitto ed alloggio. Alla sera in compagnia dei cari cugini al caffè Romano a godere un po di musica ed operetta e di lì alla maison a riposarci che davvero ne abbiamo estremo bisogno". Giorno 21 (Da Susa a Torino in treno, visita alla Gigia e alloggio all'Albergo Prussia, dopo cena coi cugini al Caffè Romano).

- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 12

4 commenti:

la duchessa ha detto...

Nooooo...Non puoi preferire Milano...Torino, la piccola Parigi, è troppo magica...
Però è singolare pensare che un secolo e passa fa la luna di miele si faceva sulle Alpi, mentre oggi si parla quasi solo di mare! Io la farei, la luna di miele sulle Alpi.

Valeria e Marco, ovvero i Filibustieri ha detto...

si, luna di miele sulle alpi... bello... ma perché l'umore alquanto triste???
accidenti benedetta ragazza... spero sia solo per il distacco dalla famiglia e non per i musi lunghi di Pietro...

Clodovea ha detto...

"Notte agitata"... e lo spero bene! ;-)

Clodovea ha detto...
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