domenica 31 dicembre 2006

Domenico Primerano

Ida, Bianca e Lucretia erano figlie del generale Domenico Primerano (Napoli, 29 marzo, 1829 - Roma, 26 febbraio 1911) che, con Cadorna è stato uno dei due rappresentanti dell'Esercito Italiano a controfirmare la capitolazione dello Stato della Chiesa a Villa Albani. Nel 1893 viene nominato Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano e nel 1894 eletto deputato.

Quando Ida, Bianca e Lucretia firmano il quaderno di Emma, a Milano nel 1891, il Generale è al comando del Terzo Corpo di Armata di Solbiate Olona (VA), diventerà Capo di Stato Maggiore due anni dopo.

Domenico Primerano nasce nel 1829 (altrove viene riportato il 1830 o addirittura il 1811) e studia a Napoli alla scuola militare della Nunziatella tra il 1842 e il 1850. Percorre la carriera militare nell'esercito borbonico, poi nel 1860 passa nell'esercito meridionale e quindi nell'Esercito del Regno d'Italia. Come già riportato il 20 settembre 1870 è uno dei due rappresentanti (assieme con il luogotenente generale comandante il IV Corpo d'Esercito, conte Raffaele Cadorna) dell'esercito italiano a raccogliere la capitolazione dello Stato Pontificio a Villa Albani e già ci si riferisce a lui, in qualche testo e persino in un discorso di Mussolini tenuto il 13 maggio 1929, come il "capo dello Stato Maggiore", ma con ogni probabilità Primerano nel 1870 non era ancora "capo dello Stato Maggiore": lo sarebbe diventato solo nel 1893. Primerano diventa Maggiore di stato maggiore nel 1861, e mantiene quest'ufficio anche con la promozione a maggior generale nel 1877.
Deputato del collegio di Città di Castello nella XIII legislatura dal novembre 1876 al maggio 1880. Diviene anche (ma esattamente quando?) segretario Generale del ministero della guerra.
Nel 1885 comanda la Divisione Militare di Genova (8a)92. Poco prima o, più probabilmente, poco dopo è Comandante del terzo Corpo d'Armata di Solbiate Olona (VA) ed è probabilmente in questa collocazione che le figlie Lucrezia, Bianca e Ida fanno amicizia a Milano con Emma Brugnatelli.
Il 1 dicembre 1893 il Tenente Generale Primerano viene nominato Capo di Stato Maggiore, probabilmente in quanto protetto del suo predecessore il generale Cosenz, pure allievo della Nunziatella. Primerano resta in carica fino al 1896.
Primerano diviene senatore del Regno nel gennaio o febbraio 1894.
Il 1 marzo 1896, in Eritrea, l'esercito italiano subisce una storica sconfitta: secondo lo storico John Gooch il primo ministro Crispi non seguì gli avvertimenti di Primerano.
Così il Generale commenta sulla Nuova Antologia la sconfitta di Adua (marzo 1896): "Adua fu un doloroso episodio militare, ma non dell'importanza che gli si volle attribuire, e sarebbe stato riparabile all'indomani, se avessimo avuto la calma, la serenità e la fermezza di propositi che erano richieste in quel momento". Identica era l'opinione del Times, che osservava: "Adua è un disastro militarmente inferiore all'apparenza, politicamente gravissimo", si veda il testo di Pietro Pastoretto.
In qualche testo viene definito "popolarissimo".
Domenico Primerano Morì nel 1911.
Nel 1927 alle figlie Bianca e Ida, orfane e nubili, venne concessa una pensione di 80.000 lire. (vedi il Regio Decreto Legge 5 Luglio 1927, n. 1438 - Concessione di un assegno straordinario vitalizio alle signorine Bianca ed Ida Primerano.
Mercoledì 19 ottobre 1955 la Commissione IV Finanze e Tesoro della Camera dei Deputati analizza le 48 pensioni concesse a congiunti di eroi e martiri, di benemeriti della cultura, e per segnalati servizi resi all'amministrazione dello stato. Tra questi, oltre ad esempio Clelia Garibaldi, figlia di Giuseppe, figura anche Bianca Primerano (evidentemente Ida era morta nel frattempo).
La pensione di Ida è aumentata a 500.000 lire a decorrere dal 1 luglio 1956

venerdì 29 dicembre 2006

Zia Lucia (Cia) Acerbi

Moglie di Ercole Brugnatelli, zio paterno di Angioletta. La zia Lucia (spesso chiamata Cia) è una delle maggiori frequentatrici della casa di Angioletta. Probabilmente imparentata con Giuseppe e Giovanni Acerbi (da verificare). Abita in via Ciovassino, 1 col marito e la figlia Emma.
C'è una remota possibilità che la persona chiamata nel diario "Cia" o "Zia Cia" non sia lei, ma è altamente improbabile.

giovedì 28 dicembre 2006

Agrati

Compare una sola volta nel diario. Si tratta, con ogni probabilità di un mobiliere coinvolto nella preparazione degli arredi per Angioletta e Pietro: Lunedì 20 Agosto "Ordinato la tela per le lenzuola. Venuto l'Agrati per la mobiglia. (...)"

Albina

Citata due volte nel diario di Angioletta: giovedì 16 Agosto: "Lavorato assai a ripassare il bucato. Ricevuto lettera dall'Albina e risposta analoga" e mercoledì 22 Agosto "(...) Ho comperato un paio di guanti. Portati i guanti di Albina e Graziosa".

mercoledì 27 dicembre 2006

Sig. ri Albini

Compaiono una sola volta nel diario, il 14 maggio 1888 e non c'è nemmeno certezza sulla grafia: Albini? Albrini? (il primo dei due è molto più diffuso in generale e in particolare a Milano, all'epoca). "Questa sera venne D. Paolina ed i Sig. ri Albini, Capponago ed il Sigr [Vantuzzi] che mi regalò una scatola di sigarette."

martedì 26 dicembre 2006

Angiolina

Dovrebbe essere la figlia della zia Marina la quale vive fuori città e arriva a Milano sabato 28 aprile 1888 per un'operazione chirurgica. Il testo però non è chiarissimo "Arrivo della zia Marina con Angiolina per farsi operare dorme con sua figlia nella camera di Piero".

sabato 23 dicembre 2006

Annetta di Asso

Non sappiamo esattamente chi sia. Compare poche volte nel diario, la prima il 25 febbraio: "Venne l'Annetta di Asso e la Sig.ra Dell'Orto";

mercoledì 20 dicembre 2006

Sigg.ri Argenti

Tra i più assidui frequentatori di casa Brugnatelli dove si presentano spesso assieme ai Sig.ri Ponti. Compaiono già sabato 11 febbraio "Alla sera in compagnia dei Sig.ri Argenti e Ponti siamo andati a vedere le maschere" e si ripresentano diverse altre volte, dal diario di Angioletta non si riesce ad apprendere molto su di loro però nell'atto di vendita della farmacia da parte di Giuseppe Brugnatelli alla Società anonima cooperativa farmaceutica, il giorno 11 dicembre 1891, compare Argenti Ambrogio fu Pietro, nato e domiciliato in Milano Via Carlo Alberto, (l'attuale Corso Vittorio Emanuele) N.30, ragioniere, che sulla Guida di Milano per l'anno 1888 a pag. 736 risulta come ufficiale di prima classe del "Magazzino delle sete", un ente fondato nel 1870, "istituito presso la Cassa Centrale di risparmio in Milano che ha per iscopo di giovare agli interessi del commercio serico".

domenica 10 dicembre 2006

Baldassarre

In un passo del diario si parla di "Carlotta di Baldassarre". Baldassarre potrebbe essere il padre di questa Carlotta. E potrebbe essere in particolare Baldassarre Brugnatelli, un ragioniere presente a Milano e riportato nella Guida di Milano tra il 1855 e il 1875. (Nel registro delle successioni c'è un Baldassarre morto il 24/12/83). Se Baldassarre è quello, Carlotta potrebbe essere una cugina, ma mancano conferme.

giovedì 7 dicembre 2006

Baldissarine

Chi sono le Baldissarine? Buio fitto. Sembrano piuttosto familiari con Angioletta: amiche di famiglia, parenti? Mi sono fatto l'idea che siano sorelle tra di loro. E poi che nome sarebbe "Baldissarine". Varie ipotesi: 1. Potrebbero essere le giovani figlie di un Baldassare (in quegli anni c'è a Milano un Baldassare Brugnatelli), quindi magari cugine o quasi, come farebbe pensare uno degli appunti in cui vengono citate 2. Oppure potrebbero essere chiamate "Baldissarine", perché di cognome fanno, ad esempio, Baldissera. 3. Oppure ancora sono due donne che si chiamano entrambe "Baldissarina", nome di battesimo piuttosto raro (ad es. nel registro delle Successioni di Milano dal 1862 al 1900 su oltre quarantamila defunti a Milano nel quarantennio c'è una Baldissarina Galeazzi morta nel 1870). Oppure chissà che altro.
Cosa fanno le Baldissarine? Anche questo non è chiaro. Vengono citate la prima volta il 10 febbraio 1888 e anche qui non è facile ricostruire gli spostamenti delle 8 persone citate in poche righe: Ammalato Vittorio con mal di gola fui da lui a farle un po di compagnia. "Questa sera Mamma ed Emilia andarono ad un concerto di Regio Conservatorio, si sono divertite moltissimo. Di ritorno accompagnammo a casa le Baldissarine e poi a bracetto raccontando il mio passato a Pietro ce ne ritornammo tranquilli e felici a casa dove ci attendeva Papà". In seguito verranno citate ancora quattro volte nel diario e uno degli appunti potrebbe fare intendere che sono cugine.

mercoledì 6 dicembre 2006

Barbareschi

Negoziante di articoli di moda, viene citato una sola volta nel diario: il 5 marzo 1888. "Con Mamma e Papà siamo andati alla banca, dopo da Barbareschi per il contratto della biancheria mandato poi sul tardi il preventivo". Probabilmente si tratta della biancheria per la dote di Angioletta. Cercando sulla Guida di Milano 1888 si trova in effetti un Barbareschi Carlo, in articoli di moda, via Bocchetto 5, a pochi isolati di distanza dalla casa di Angioletta.

Sig.ra Barbieri

Citata una sola volta nel diario, il 12 agosto 1888: "Andata a Messa a S. Satiro e trovato la Barbieri ed il Dehò."

Sig. ra Bellinzoni

Compare una sola volta nel diario, martedì 26 giugno 1888: "Venne a trovarci questa mattina Bertani e sul tardi l'Emma e la Sig. ra Bellinzoni".

martedì 5 dicembre 2006

D. Gaetano Beretta

Sacerdote coinvolto nella preparazione del consenso per il matrimonio tra Angioletta e Pietro. Compare una sola volta nel diario: Lunedì 20 Agosto " (...) Fummo da D. Gaetano Beretta per informarci delle carte che sono necessarie per il consenso, questi venne questa sera e vi combinò il tutto."

Bertani

Frequentatore di casa Brugnatelli, sappiamo poco di lui. Compare il 20 marzo ("Venne il Bertani"), più avanti inviterà a pranzo Angioletta un paio di volte.

sabato 2 dicembre 2006

Carletto Bianchi

Carlo Bianchi nato a Chignolo Po nel 1858 circa. Ingegnere, amico di famiglia, il 20 febbraio 1888 gioca a dama con Angioletta e la cosa rattrista Pietro. Sappiamo chi sia da un atto di notorietà del novembre 1885 in cui compare come testimone indicato dalla madre di Angioletta, sempre per l'assegnazione dell'eredità dello zio (della madre) Carlo Bersani: Bianchi Carlo fu Gerolamo di anni 27 nato a Chignolo Po a Chignolo Po domiciliato in Milano Via Solferino N° 7 Ingegnere. Quindi nel 1888 il Carletto Bianchi, il nostro giocatore di dama, dovrebbe essere un ingegnere trentenne.

venerdì 1 dicembre 2006

Sig. ra Bianchi

Forse una parente di Carletto Bianchi (vedi). La madre? la sorella? difficilmente la moglie, vista la reazione di gelosia di Pietro del 20 febbrajo, ma non si può escluderlo a priori). Potrebbe essere anche non essere parente (Bianchi è un cognome molto comune). Compare la prima volta il 13 marzo 1888: "Furono da noi oggi la Sig.ra Gadina e Bianchi."

giovedì 30 novembre 2006

Signor Bolis

Il 2 agosto 1887 (prima annotazione del diario) il Sig. Bolis chiede Angioletta in sposa ma "in modo così drammatico ed esaltato che tutti ne abbiamo riso di cuore". Dopodiché non apparirà più. Non abbiamo altre informazioni. Il cognome Bolis è diffuso in Lombardia specialmente tra Lecco e Bergamo.

Citazioni: 
Anno 1887 - 
Agosto: 2

mercoledì 29 novembre 2006

Sig. r Borsa

Frequentatore di casa Brugnatelli. Viene citato quattro volte nel diario di Angioletta sempre in occasione di visite serali. In una di queste viene visto da Angioletta come "assai melanconico". Sabato 24 Marzo 1888. "Questa sera venne la Ponti e il Sig. r Borsa. Domenica 10 Giugno 1888 "Alla sera vennero le Baldissarine e la Cia, il Sig.r Borsa che era assai melanconico". Giovedì 5 Luglio 1888 "Di giorno ci fu l'Emma; e questa sera il Sig.r Borsa e Capponago".

Angela (Angioletta) Brugnatelli

Nata a Milano il 7 maggio 1868, da Giuseppe e Carolina Pertusi. Abita a Milano, in via Torino, 4 dove suo padre ha una farmacia: è il primo palazzo sulla destra venendo da Piazza del Duomo. Nella farmacia lavora anche il signor Pietro. Ha un fratello minore, Carlo che sta in collegio a Monza.

martedì 28 novembre 2006

Carlo (Carletto) Brugnatelli

E' il fratello minore di Angioletta, è in collegio a Varese. Arriva il 17 febbraio e riparte il 20. Il 6 maggio Angioletta va, probabilmente con mamma e papà, a trovarlo in una giornata che lei stessa giudica "una delle più belle della mia vita".

Si laureerà in Medicina e Chirurgia a Pavia nel 1899 e diventerà medico dentista.

domenica 26 novembre 2006

Emma Brugnatelli


Cugina di Angioletta, figlia dello zio paterno Ercole, (cav. dott. Ercole Brugnatelli, commissario prefettizio) e di Lucia Acerbi, vive con i genitori in via Ciovassino, 1 (in zona Brera).
Di nove anni più anziana della cugina (dalla lapide al Cimitero Monumentale di Milano apprendiamo che è nata nel 1859) all'epoca dei fatti raccontati dal diario di Angioletta (1888) è quindi all'incirca ventinovenne.
Compare molto frequentemente nel diario di Angioletta, senza alcun riferimento ad eventuali fidanzati o mariti. Sappiamo però che (in seguito?) è stata sposata con un certo Bellini, di cui pare essere rimasta presto vedova.
Il 6 aprile 1888 viene citata da Pietro come modello di comportamento rispetto ad Angioletta, che ci rimane molto male.
Abbiamo ritrovato un suo quaderno di appunti e di note scritte da amici, successivo al diario di Angioletta, che copre il periodo 1891-1903.
E' citata tra i partecipanti ai funerali, nel libretto commemorativo di Yole Moschini-Biaggini (ispiratrice di Fogazzaro) morta nel 1905. 
Sempre basandoci sulla lapide al Cimitero Monumentale, sappiamo che Emma Brugnatelli, ved. Bellini è morta nel 1933, verosimilmente senza eredi, perché le carte di Emma e dei suoi genitori erano conservate assieme a quelle di Angioletta, che morirà due anni più tardi.


giovedì 23 novembre 2006

Ercole Brugnatelli

Nato a Corteolona (PV) 1818-9. Zio paterno di Angela, fratello maggiore di suo padre Giuseppe. Nel 1888 vive con la moglie Lucia Acerbi e la figlia Emma in Ciovassino, 1 a Milano, pensionato dopo una carriera come Commissario Distrettuale nel Regno Lombardo Veneto e poi per il Ministero degli Interni del Regno d'Italia.

Dello scatolone con quasi 150 documenti ritrovati, 46 sono quelli appartenuti a Ercole Brugnatelli o a sua figlia Emma. Una buona parte di questi sono documenti di servizio che contrappuntano la carriera di Ercole come commissario prefettizio: provengono tutti evidentemente da uno stesso faldone, perché i singoli documenti sono indicati come all. 1, all. 2 ecc.: probabilmente restituiti a Ercole quando lascia il servizio.

Eccone in breve una ricostruzione della carriera:
Nel 1840 Ercole, a circa 22 anni, viene ammesso al tirocino, nel 1843 supera gli esami di abilitazione e nel 1845 viene nominato Aggiunto Commissario Distrettuale con destinazione al Distretto di Castelgoffredo (Mn). Troviamo una richiesta di trasferimento a Carate (Mi) nel 1845, poi una nomina a Comm. Distrettuale e destinazione Ponte (So) nel 1850. Una richiesta trasferimento a Castiglione (Mn) del 1856 viene accolta. Qui si troverà praticamente sul teatro della Battaglia di Solferino.
Nel 1862 viene nominato Segretario di prefettura di 1a classe con stipendio di 3000£ annue e viene destinato alla prefettura di Napoli. Sulla Gazzetta Ufficiale è indicato come "capo d'uffizio di 1. a a Napoli".
Trasferito a Como nel 1865, poi nominato di 3a classe a Treviso nel 1866 (sulla Gazzetta Ufficiale nominato Consigliere)
Poi ancora reggente Sottoprefetto di 2a classe (1870) destinato a Cerreto Sannita.
Nominato ufficiale con stipendio di £3900. Nel 1871 è nominato Consigliere di 2a Classe Amministrazione Provinciale, con stipendio di £4000, destinato alla Prefettura di Foggia dove viene trasferito stabilmente nel 1874. Nel 1877 troviamo un trasferimento del Cav. E. B. alla Prefettura di Padova (nel frattempo Ercole era stato nominato cavaliere).
Nel 1877 il Cav. Dott. E.B. è Consigliere di 3a classe mantenuto onorificamente nella 2a alla quale cessa di appartenere nella 1a categoria dell'Amministrazione Provinciale £4500. Infine nel 1878 (a 60 anni) è promosso alla 2a classe con stipendio di £5000.

E' probabilmente nella sua permanenza a Castel Goffredo nel 1845 o a Castiglione delle Stiviere nel 1856-62 che Ercole incontra Lucia Acerbi di Castel Goffredo, quasi certamente parente di Giuseppe Acerbi, (a lungo direttore della Biblioteca Italiana, ma anche esploratore, musicista e archeologo), e del nipote di Giuseppe, Giovanni Acerbi, che fu tra i patrioti mantovani del 1850, scampò al martirio di Belfiore, fu poi tesoriere di Giuseppe Garibaldi nell'impresa dei Mille e generale nelle successive campagne, infine deputato del Regno, a Firenze, dove morì nel 1869 a soli 44 anni.

Che Lucia fosse parente di Giovanni Acerbi è da ritenere per aver trovato diverso materiale relativo agli Acerbi più illustri nello scatolone, tutto materiale probabilmente appartenuto, prima di pervenire ad Angioletta, alla cugina Emma Brugnatelli, figlia di Ercole e Lucia Acerbi.
In particolare due opuscoli celebrativi la morte, nel 1866, di un altro generale garibaldino: Giovanni Chiassi ("In morte del prode colonnello Ingegnere Giovanni Chiassi" di Girolamo Lorenzi e "In morte del colonnello Cav. Giovanni Chiassi" di Malvina Maifreni) e, in doppia copia, un libretto "A Giovanni Acerbi" di P.S. Verdi (il noto pubblicista Paride Suzzara Verdi - detto il Sordello) con trascritta (da chi? la scrittura non è quella di Garibaldi) una frase di condoglianze per la morte di Giovanni Acerbi da parte di Garibaldi.
E poi altri ritagli di giornale relativi alla morte del figlio di Giovanni Acerbi, Mario, avvenuta sempre a Castel Goffredo nel 1905.
Non avrebbe senso tanto accanimento archivistico per un semplice omonimo, sia pure compaesano.

Va detto che gli stessi Acerbi non avevano, tra di loro, idee simili in politica: filo-austriaco Giuseppe Acerbi (che però muore nel 1846), patriota, garibaldino e di sinistra invece il nipote Giovanni.

Quindi abbiamo un funzionario governativo, Ercole, che sposa la parente di un pericoloso sovversivo che poi diventerà garibaldino e poi parlamentare della sinistra.

Tra i documenti di Ercole poi ne troviamo tre davvero particolari:
- La trascrizione di un discorso di Napoleone III ai francesi;
- La lettera di richiesta di raccomandazione del priore Giuseppe Mondelli datata Goito 26/4/1860 con allegata una poesia inneggiante a Carlo Alberto (probabilmente il priore, visto il cambio di regime, cercava di accreditarsi verso il commissario prefettizio come non-austriacante);
- E infine una tavoliere per la decrittazione di messaggi in codice. Messaggi governativi, del ministero degli interni? O magari messaggi dei cospiratori?
Ed Ercole Brugnatelli con chi stava? Era amico dei patrioti cospiratori come la parentela molto probabile con Giovanni Acerbi e la lettera del priore possono indurci a pensare o un rigido funzionario filo-governativo (prima per gli austriaci e poi per i piemontesi-italiani), magari addirittura un uomo dei servizi segreti?

Ercole Brugnatelli si trova a ricoprire il ruolo di Commissario Distrettuale nell'epicentro di uno dei più grandi conflitti del XIX secolo: nel giugno 1859 è I.R. Commissario a Castiglione delle Stiviere, cioè è un funzionario del Regno Lombardo-Veneto, subordinato all'Impero Austriaco.
I franco-piemontesi vincono la Battaglia di Magenta il 4 giugno 1859 e l'8 giugno entrano in Milano sfilando da Corso Sempione sotto l'Arco della Pace.
La Lombardia, parzialmente liberata dagli austriaci, inizia a essere retta, per qualche tempo, dal "Regio governo di Lombardia" diretto da un governatore piemontese Paolo Onorato Vigliani.
Ma Ercole, pur essendo originario di Corteolona (Pavia) e quindi con la famiglia d'origine già in territorio liberato, verso metà giugno si trova, probabilmente con la moglie, in una parte di Lombardia orientale ancora occupata dalle truppe austriache in ritirata.
Castiglione delle Stiviere, il paese dove Ercole era Commissario distrettuale era un paese di solo 5.300 abitanti nel 1859, a pochi chilometri dal punto dove venerdì 24 giugno 1859 viene combattuta la Battaglia di Solferino e dove, dal giorno successivo sabato 25 giugno 1859, vengono portati gran parte dei feriti, come raccontavo ieri.
Ricordiamo che gli eserciti erano insolitamente rappresentati ai massimi livelli: Francesco Giuseppe per l'Austria, Napoleone III per la Francia e Vittorio Emanuele per il Regno di Sardegna.
Vinta la Battaglia di Solferino dai franco-sabaudi, tutta la Lombardia, esclusa Mantova, viene liberata dagli austriaci e successivamente consegnata alla Francia che la "gira" al Regno di Sardegna.
Qualche giorno dopo la Battaglia di Solferino il Regio Governo di Lombardia conferma Ercole nel suo ruolo di Commissario Distrettuale.
Qui la lettera ufficiale inviata a Ercole Brugnatelli il 29 giugno 1859.

Il documento è pertanto firmato in originale da Giuseppe Finzi, un possidente ebreo che era stato tra i congiurati di Mantova e che era scampato al martirio di Belfiore del 1852 solo perché, saggiamente, non si era dichiarato colpevole. Condannato a una lunga pena detentiva era stato poi amnistiato nel 1856. Evidentemente col cambio di regime era stato chiamato a svolgere il ruolo di Il R° Commissario Straord.rio all'Intendenza Generale alla Provincia di Mantova. Ora anche Giovanni Acerbi, molto probabilmente parente della moglie di Ercole Brugnatelli, Lucia Acerbi, era stato tra i congiurati, e chissà che questa circostanza non abbia giocato a favore della riconferma di Brugnatelli.
Tra l'altro in tutta la vicenda della congiura di Mantova gioca un ruolo fondamentale la decrittazione di un codice segreto poi, a quanto pare, rivelato da Luigi Castellazzo, chissà che non venisse usata una tabella tipo quella pubblicata nel post di tre giorni fa, o magari quella che ho ritrovato è proprio una delle tabelle utilizzata da qualcuno dei congiurati.
Chiudo stasera con un dubbio: quali erano esattamente le mansioni di un Commissario Distrettuale nell'amministrazione del Regno Lombardo-Veneto, quale è stato Ercole Brugnatelli fino al 1859?
(aggiornamento 11 febbraio: sulla funzione del commissario distrettuale nel Regno Lombardo-Veneto ho trovato questa ottima voce tratta da Le istituzioni storiche del territorio lombardo - Civita un'iniziativa promossa dalla Regione Lombardia. Dal profilo ne emerge una sorta di mini-prefetto dei comuni piccoli (seconda e terza categoria).

E' proprio a Castiglione che vengono trasportati i numerosissimi feriti (sarà da questa occasione che Henry Dunant trarrà l'ispirazione per l'istituzione della Croce Rossa, vedi il suo Un souvenir de Solferino).
Il giorno 29 giugno, cinque giorni dopo la vittoria dei franco-piemontesi, Ercole riceve una lettera dal nuovo Governo Generale di Lombardia che lo conferma nel suo ruolo: passa quindi dal ruolo di funzionario di un governo dipendente dall'Impero d'Austria al ruolo di funzionario di un Governo di una transizione che poi culminerà col Regno d'Italia.
Evidentemente anche dopo il cambio di regime, una parte (quanto grande?) del tessuto connettivo dei funzionari governativi venne mantenuta al proprio posto, così come è accaduto quasi un secolo più tardi, dopo la caduta del fascismo.
Intanto già l'8 luglio 1859 la Lombardia, Mantova esclusa, viene ceduta al Regno di Sardegna. Per i particolari sul cambio di regime in Lombardia nel 1859 si veda la voce di Wikipedia sulla Pace di Zurigo.
Circa un anno dopo la Battaglia di Solferino Ercole, sempre nel suo ruolo di Commissario Distrettuale, riceve una lettera del priore Giuseppe Mondelli, un religioso di Goito. Una lettera che rievoca sia la concessione dello Statuto Albertino nel 1847, sia la stessa Battaglia di Solferino. Si tratta di una richiesta di raccomandazione del religioso che, a quanto risulta dalla lettera, pur essendo inizialmente di simpatie savoiarde, si era successivamente compromesso con gli austriaci nel 1859 alla vigilia della Battaglia di Solferino, e ora chiede al commissario di intercedere per lui presso l'intendente Maury.
Parrebbe la perorazione di un uomo misero che, quando le sorti della Prima Guerra di Indipendenza (1848) volgono a favore del Piemonte si espone a favore di Carlo Alberto, salvo poi pentirsene e tornare ad aiutare gli austriaci (lui dice per salvare il suo popolo, sotto la minaccia del cannone e della mitraglia, ma vai a sapere...) infine chiede nuovamente di tornare nelle grazie dei franco-piemontesi, scrivendo dei versi oggettivamente penosi.
Certo non doveva essere facile vivere nei pressi del quadrilatero veronese nel bel mezzo di risorgimento dove le sorti delle guerre di indipendenza segnavano e spostavano i confini, dove le congiure e i tradimenti erano all'ordine del giorno (vedi la storia dei martiri di Belfiore del 1852), ma non sembra che questo priore Mondelli si distingua per un particolare senso della dignità.

lunedì 20 novembre 2006

Giuseppe Brugnatelli

Padre di Angioletta, nasce a Pavia nel 1831-2 da Luigi e Angela Discacciati. Ha almeno un fratello, Ercole Brugnatelli. Chimico farmacista, sposa Carolina Pertusi. Nel 1888 ha una farmacia in Via Torino, 4 dove abita con la famiglia. La farmacia sulla Guida di Milano dei Bernardoni compare con il nome di Giuseppe Brugnatelli a partire dal 1869, l'anno dopo la nascita di Angioletta e quindi dovrebbe essere stata rilevata in quell'anno, visto che sull'edizione del 1868 in via Torino 2 e 4 troviamo la farmacia di Giuseppe Corbellini.

venerdì 10 novembre 2006

Sigg.ri Bussi

Compaiono una sola volta nel diario di Angioletta: giovedì 26 luglio 1888 "Questa mattina alle 9 abbiamo preso una vettura e siamo andati a Mendrisio, ci fermammo a far colazione dai Bussi indi a visitare le grotte ed alle 3 a casa. Non ho preso il bagno ed ho invece dormito. A Mendrisio ho impostato la lettera di Piero. Pioveva molto, fummo però a visitare l'ospedale. Papà si è sentito male ma mediante i panni caldi cessò il tutto.". Angioletta è da qualche giorno a Stabio (in Svizzera nel Canton Ticino) col padre a fare i bagni termali e una mattina va a Mendrisio a visitare i Bussi, di cui non sappiamo nulla. Attualmente sulle pagine bianche del Canton Ticino ci sono due Bussi, ma nessuno a Mendrisio.

martedì 31 ottobre 2006

Sigg.ri Capponago

Frequentatori dei Brugnatelli. Citati otto volte in tutto nel diario di Angioletta. Nel diario troviamo citati la signora, il signore (che deve avere un ruolo anche di amministratore finanziario) e il figlio. Più spesso sono loro ad andare a casa dei genitori di Angioletta che non il contrario.
Giovedì 23 Febbrajo 1888 "Fummo dalla Sig.ra Capponago, Molinari e dalle Marcelline a cui partecipai il mio futuro matrimonio, mi attendono ancora collo sposo".
Domenica 22 Aprile 1888 "Questa sera vennero i Roncari i Sig.ri Argenti, Capponago, Emma e la Sigra Ponti che pagò la perduta scommessa".
Domenica 13 Maggio 1888 "Domenica alzata alquanto in ritardo per salutare Piero che venne ad assorbire il caffè con noi. Andata dall'Emma presto a porgerle gli auguri e quindi Messa al Carmine. Di ritorno a casa venne la Sigra Veratti a tenere compagnia alla zia Marina, Capponago, Aristide ed Emma che rimasero con noi a pranzo".
Lunedì 14 Maggio 1888 - s. Bonifacio "Doloroso distacco dal mio Piero che per recarsi a Pavia, quanto amara mi fu la sua partenza, passai una giornata triste assai, ai pasti poi non vedermelo vicino provavo un malessere che mi richiamava le lagrime agli occhi. Lavorai onde occupare più che fosse possibile la mente ed invece vieppiù mi compariva agli occhi la di lui bella figura l'occhio dolce e sereno che lo rende simpatico a tutti. Questa sera venne D. Paolina ed i Sigri [Albrini], Capponago ed il Sigr [Vantuzzi] che mi regalò una scatola di sigarette. Vedo l'ora che venga giorno per ricevere lettera del mio buon Piero".
Mercoledì 30 Maggio 1888 "Partenza di Piero questa notte alle [3? 5?] senza neppure un saluto, pazienza a me ma neanche al mio Caro Papà il quale ne soffrì molto di questa sua trascuratezza. Lavorato tutto il giorno. Chissà se quando Piero ritornerà sarà di buon umore speranza che sei l'ultima dea vieni in mio aiuto! Ricevuto lettera dalla Simonetta venuti ieri a sera i Sigri Manzi e Capponago. Papà andò a letto prestissimo perché non si sentiva troppo in salute".
Giovedì 5 Luglio 1888 "Preso lezione di piano e lavorato tutto il giorno. Portata la frangia per la camera da letto e trovata bellissima. Di giorno ci fu l'Emma; e questa sera il Sigr Borsa e Capponago".
Mercoledì 11 Luglio 1888 "Piero si sente poco bene ed è rimasto a casa. Io Mamma ed Emma fummo al Conservatorio, ci siamo divertite moltissimo. Ritornata a casa lo trovai di malumore che alla sera aumentò di dose essendo venuto di sopra il figlio Capponago. Naturalmente che non ho potuto per regola di galateo esentarmi dal rimanere essendoci anche la Signora Zilioli. M'invitò a fare un ballo e non accettai".

sabato 28 ottobre 2006

Carlotta

Nel diario di Angioletta il nome Carlotta compare quattro volte. In due casi si parla semplicemente di Carlotta: 26 febbraio "Alla sera poi con Carlotta, Emilia e Piero fummo al Carcano.". In un caso si parla di Carlotta di Baldassarre e penso che si tratti della stessa Carlotta. Baldassarre, verosimilmente suo padre, potrebbe essere Baldassarre Brugnatelli, un ragioniere presente a Milano e riportato nella Guida di Milano tra il 1855 e il 1875. Se Baldassarre è quello, Carlotta potrebbe essere una cugina, ma mancano conferme.
In un ultimo caso si parla di un'altra Carlotta indicata come Carlotta Zezi.
Però "le Zezi" sono citate altre volte.

mercoledì 25 ottobre 2006

Sig.ra Carolina

Potrebbe essere connessa (parente?) con la Sig.ra Perini. Compare una sola volta nel diario, il 5 marzo: " Con Mamma e Papà siamo andati alla banca, dopo da Barbareschi per il contratto della biancheria mandato poi sul tardi il preventivo. Fummo anche dalla Sig. Perini. Non abbiamo visto la Sig.ra Carolina perché in istato assai grave."

martedì 24 ottobre 2006

Cecchino

Citato una sola volta nel diario, pochi giorni prima delle nozze. "Giovedì 30 Agosto - Oggi arrivò la Zia Tognina e mi donò un braccialetto semplice ma molto pesante. Sul tardi venne Cecchino e mi portò esso pure una borsetta coll'occorrente per lavorare. Alla sera poi i Signori Martini un porta camicie in raso bianco e rosa veramente chic. Comperato il velo bianco e la stoffa di seta per l'abito. Venne di giorno la Zia Cia. Papà andò a Monza ad invitare D. Diego ad assistere alle nozze. Portò i ritratti anche all'Emilio ed Annetta."

lunedì 23 ottobre 2006

domenica 22 ottobre 2006

Suor Clarice

Compare domenica 20 maggio 1888 per non essere più menzionata nel diario. "Arrivò Angiolina e portò da parte di Suor Clarice una cartella per Papà, ed una Madonnina per la Mamma". Anche la grafia non è certa. Sapendone di più di Angiolina potremmo forse scoprire dove stava anche Suor Clarice.

Corinna

Citata una sola volta nel diario di Angioletta, assieme ad altre due donne, pure citate un'unica volta in relazione ai regali di nozze. "Mercoledì 29 Agosto. Uscita di casa ed andata a vedere il corredo che trovai veramente magnifico. La Nina Rognoni mi regalò un anello, la Corinna una borsetta d'appendere alla cintura e la Giannetta un ventaglio in madreperla soprafina. Comperai i guanti ed una sottana. Questa sera fummo dal Bertani a portargli i ritratti e ne fu contento. Scrisse il preposto."

Sig. Dehò

Citato una sola volta nel diario, domenica 12 agosto 1888: "Andata a Messa a S. Satiro e trovato la Barbieri ed il Dehò."

sabato 21 ottobre 2006

Sig.ra Dell'Orto

Compare una solta volta nel diario. 24 febbraio: "Venne l'Annetta di Asso e la Sig.ra Dell'Orto."

D. Diego

Citato una sola volta nel diario di Angioletta, pochi giorni prima delle nozze: "Giovedì 30 Agosto - Oggi arrivò la Zia Tognina e mi donò un braccialetto semplice ma molto pesante. Sul tardi venne Cecchino e mi portò esso pure una borsetta coll'occorrente per lavorare. Alla sera poi i Signori Martini un porta camicie in raso bianco e rosa veramente chic. Comperato il velo bianco e la stoffa di seta per l'abito. Venne di giorno la Zia Cia. Papà andò a Monza ad invitare D. Diego ad assistere alle nozze. Portò i ritratti anche all'Emilio ed Annetta."

venerdì 20 ottobre 2006

La donna che ricama

Compare una sola volta nel diario: Mercoledì 22 Agosto "(...)Ci fu la donna che ricama e portò le salviette (...)"

Sig. ra Dotti

Compare una sola volta nel diario di Angioletta. Lunedì 9 Luglio 1888 "Terminate le camere presto onde escire a fare delle visite. Andate per trovare la Sig. ra Dotti ma impossibile ogni ricerca, perché non ne abbiamo trovato il conto". Non è chiaro cosa intenda Angioletta per "conto". Informazioni? (chiedere "conto" di qualcuno) oppure proprio l'indirizzo? o - chissà - il numero di letto all'ospedale? (ma in quel caso l'avrebbe detto). O forse proprio il "conto" della farmacia, con magari riportato l'indirizzo?

mercoledì 18 ottobre 2006

Emilia

Compare spesso nel diario e non è chiaro chi sia. Il 9 febbraio è tra i primissimi, con la cugina Emma, a sapere del fidanzamento di Angioletta. Il giorno dopo va al Regio Conservatorio con la mamma di Angioletta. Il 26 febbraio va di nuovo al Carcano, questa volta con la stessa Angioletta, Piero e Carlotta (chi è Carlotta)? Comparirà ancora più avanti. Non abita vicino perché ogni tanto si parla di "accompagnarla a casa".

lunedì 16 ottobre 2006

Ferdinando

Compare una sola volta nel diario: martedì 8 maggio 1888 "Venne la Cia ed i Sig.ri Argenti nonché Ferdinando".

domenica 15 ottobre 2006

Zio Filippo

Compare una sola volta nel diario di Angioletta, con un regalo per l'imminente matrimonio, Lunedì 13 Agosto 1888: " Questa mattina alle 11 e 55 minuti partenza di Piero con Carletto per S. Stefano al [Corno]. Lavorato pochissimo. Preso lezione di piano. Lo Zio Filippo mi regalò due stupendi e graziosi allaccia tovaglioli d'argento. Gentile pensiero!…". Verosimilmente uno zio paterno di cui non sappiamo nulla, o un prozio.

sabato 14 ottobre 2006

Fraschini

Compare una sola volta nel diario, il 18 aprile: "Mi alzai alle 11 e fummo dalla Fraschini, Zio Ercole e poi ad un funerale."

giovedì 12 ottobre 2006

Sig. r Gabaglio

Compare una sola volta nel diario di Angioletta. Venerdì 22 giugno: "Preso lezione di piano e comperato un portafoglio da regalare al Sig.r Gabaglio"

martedì 10 ottobre 2006

Algeri Gadina

Nato a Vercelli (1855-6). Viene citato nel diario l'11 gennaio 1888 come primo testimone dei baci di Angioletta e Pietro. Amico di famiglia in quanto qualche anno prima (13 dicembre 1885) funge da testimone della madre di Angioletta, in un atto di notorietà relativo alla successione di Carlo Bersani. Nel documento viene descritto come Gadina Algeri di Gaudenzio di anni 30, nato a Vercelli domiciliato in Milano, Via S. Maria alla Porta N° 9 Possidente. Probabilmente sposato in quanto in altre pagine viene citata anche la signora Gadina (sempreché non fosse la madre). Gaudenzio Gadina (il padre di Algeri) muore il 19 gennaio 1894 (dal registro delle successioni) lasciando solo 75 lire.

lunedì 9 ottobre 2006

Sig.ra Gadina

Madre o moglie di Algeri Gadina (vedi), compare per la prima volta il 13 marzo 1888: "Furono da noi oggi la Sig.ra Gadina"

Signora Gatti

Compare una sola volta nel diario di Angioletta, in una nota riferibile al 14 settembre 1888, quando Angioletta e Pietro si trovano a Susa, in viaggio di nozze: "(...)Alzati alle 7 e dall'albergo siamo andati a far visita alla Signora Gatti che ci accolse cordialmente e di lì dopo informazioni ci siamo recati al Moncenisio(...)". Residente a Susa o semplice villeggiante? Della signora Gatti non sappiamo nulla.

domenica 8 ottobre 2006

Giannetta

Citata una sola volta nel diario di Angioletta, assieme ad altre due donne pure citate un'unica volta, in relazione ai regali di nozze. "Mercoledì 29 Agosto. Uscita di casa ed andata a vedere il corredo che trovai veramente magnifico. La Nina Rognoni mi regalò un anello, la Corinna una borsetta d'appendere alla cintura e la Giannetta un ventaglio in madreperla soprafina. Comperai i guanti ed una sottana. Questa sera fummo dal Bertani a portargli i ritratti e ne fu contento. Scrisse il preposto."

Gigia

Compare la prima volta martedì 8 maggio 1888, con una lettera ad Angioletta. Vive a Torino.

sabato 7 ottobre 2006

Gina

Amica o forse parente di Angioletta. Compare nel diario Mercoledì 6 giugno 1888: "Condotto alla sera la Gina alla funzione a S. Giorgio". Può forse trattarsi di una persona più giovane in quanto deve essere "condotta alla funzione" in questa chiesa di San Giorgio al Palazzo che si trova 500 metri più avanti sempre percorrendo via Torino. Il 19 giugno Angioletta annota: "Andata io e la Pina a comperare un ventaglio per la Gina". Mentre Giovedì 21 luglio, S. Luigi Gonzaga: "Oggi regalato alla Gina il ventaglio che lo aggradì immensamente". Con ogni probabilità pertanto il nome completo di Gina è Luigia (da cui Luigina, Gina) vista l'usanza in voga allora di fare i regali il giorno dell'onomastico.

D. Giovanni

Con ogni probabilità un sacerdote. Compare una sola volta nel diario: Sabato 23 giugno 1888 - S. Giovanni p. "Comprato un panettone per D. Giovanni" (per l'onomastico?). Tra l'altro solo due giorni prima Angioletta aveva preso un panettone per D. Luigi, sacerdote, fratello di Pietro.

venerdì 6 ottobre 2006

Giulia

Citata poche volte nel diario. Domenica 29 Aprile 1888 " Fu da noi a pranzo Giulia e Renzo passato una bella giornata". Poi Martedì 22 Maggio 1888 "Pietro partì presto ed arrivò 2 1/2. Papà continua benino ed anzi si spera presto di vederlo in farmacia. La cara Zia Marina dopo d'essere venuta a trovare Papà andò a casa dalla Giulia sino a sabato che parte per Chignolo". Sabato 11 Agosto 1888 "Preso lezione di piano e stirato assai. Venne la Giulia a provarmi l'abito da camera e quello nero trovati di buon gusto". Lunedì 13 Agosto 1888 "… La Giulia mi mandò l' [ulster] terminato".

Giuseppina

Citata qualche volta nel diario, sembra essere una giovane amica di Angioletta che abita non lontano da lei, forse addirittura nello stesso stabile. Il giorno 11 febbraio è tra i primi a sapere del fidanzamento, mentre il 13 marzo fa con Angioletta una piccola passeggiata.

lunedì 2 ottobre 2006

Guglielma

Non sappiamo chi sia, compare due sole volte nel diario. Visto che è indicata con il nome di battesimo, preceduto dall'articolo nel tipico uso lombardo, potrebbe essere o una parente o una persona di servizio. 8 marzo: "Venne la Guglielma e la Narducci che si fermò sino alle cinque" 31 marzo (sabato di Pasqua, che precede di due giorni l'onomastico di Angioletta: "Questa mattina Pina e Luigi mi regalarono una bella camelia quale gentile pensiero!… Venne pure la Guglielma che mi regalò un mazzetto di fiori come aggradisco questi gentili pensieri!…"

giovedì 28 settembre 2006

Sig.ra Lai

Frequentatori della famiglia Brugnatelli. Angioletta sembra preferirli ad altre famiglie che vengono a trovarli, in quanto a loro Angioletta si riferisce spesso come "amici", es. gli "Amici Lai", o la "cara amica Lai". Es.: "Venuta a salutarci la cara Amica Lai che partiva per Bologna quella è una vera amica del cuore, ve ne sono poche" (12 aprile). A volte si presenta lui, a volte lei, a volte anche un figlio. In qualche caso si fermano a pranzo o a colazione. Non abbiamo elementi per sapere cosa andasse a fare a Bologna la Lai (Lai è un cognome prevalentemente sardo).

domenica 24 settembre 2006

Sig.ra Legnani

Non sappiamo molto di lei: è tra i primi a sapere del fidanzamento di Angioletta sabato 11 febbraio 1888. Compare un'altra volta il 23 febbraio: "Fummo dalla Sig.ra Capponago, Molinari e dalle Marcelline a cui partecipai il mio futuro matrimonio, mi attendono ancora collo sposo. Fummo anche dalla Sigra Legnani a parlare delle stanze". Non è chiaro di quali stanze a che titolo ne parlassero con la Legnani. (Forse il nuovo alloggio per Pietro e Angioletta?)

lunedì 18 settembre 2006

Leonardo

Preceduto da un prefisso non chiaro D.n?, P.re? Viene citato nel diario una sola volta, il 6 febbraio 1888: "Io e Papà colla corsa delle 12 1/4 partiti da Milano per Monza a trovare la zia Tognina. Trovata bene. Visitato il Tesoro nel Duomo di Monza. ritornati a Milano alle 4 con [?] Leonardo che resta con noi a pranzo"

domenica 17 settembre 2006

Luca

Fratello di Piero. Compare il 24 marzo 1888: "Arrivo anche del fratello del Sig. Piero, Luca che andarono poi in compagnia al Manzoni".

sabato 16 settembre 2006

Luigi

Verosimilmente il marito di Pina (che è probabilmente la domestica). Viene citato nel diario poche volte: l'11 febbraio apprende con Pina e altri del fidanzamento di Angioletta e Pietro. Il 18 febbraio, per carnevale, "Luigi si vestì da Emma e andò a Porta Genova in quel modo.". Il 31 marzo regala con Pina una camelia ad Angioletta.

venerdì 15 settembre 2006

D. Luigi

Don Luigi è un fratello di Pietro, il fidanzato di Angioletta, verosimilmente un fratello maggiore. Pietro ha molti fratelli tra cui Luca, che compare nel diario il 24 marzo 1888, e ben due sacerdoti: Don Luigi e un secondo sacerdote più giovane dello stesso Don Luigi. Don Luigi invece compare la prima volta il 29 febbraio 1888 "Arrivo di D. Luigi rimase con noi a pranzo, alla sera facemmo un po' di musica indi con Piero andarono a fare una passeggiata. Di ritorno mi trovarono a letto perché avevo un forte mal di capo." 1 Marzo "Partenza di D. Luigi che rimase con noi a far colazione indi con Pietro andarono alla Stazione". Probabilmente risiede a Miradolo dove vive la famiglia originaria di Pietro o comunque fuori Milano. Più avanti comparirà ancora.

mercoledì 13 settembre 2006

Bice Malberti

Il 16 Febbrajo 1888 nel diario di Angioletta vengono citati i "coniugi Malberti": "Preso la lezione di piano e poi coi coniugi Malberti ed Emma fummo a Porta Genova". Più avanti viene citata la sola Bice Malberti e una volta anche la "famiglia Malberti".

E' probabilmente sposata con Riccardo Malberti (vedi).

martedì 12 settembre 2006

(Riccardo) Malberti

Il 16 Febbrajo 1888 nel diario di Angioletta vengono citati i "coniugi Malberti": "Preso la lezione di piano e poi coi coniugi Malberti ed Emma fummo a Porta Genova". Più avanti viene citata la sola Bice Malberti (forse per distinguerla da Bice Pirola) e anche la "famiglia Malberti". Mentre Malberti viene citato come Riccardo (o perlomeno viene citato talvolta un Riccardo, spesso in unione con una Bice) che immaginiamo sia il Malberti.
Chi sia Malberti lo deduciamo da un atto di notorietà (per l'assegnazione dell'eredita di Carlo Bersani) del 13 dicembre 1885 dove viene indicato come testimone dalla mamma di Angioletta: "Malberti Riccardo fu Paolo d'anni 24 nato a Desio domiciliato in Milano via Ciovassino N° 1 Commesso Farmacista".
Malberti nel 1888 ha 26-27 ed è commesso farmacista. Che lavori nella farmacia del papà di Angioletta? Inoltre abita in via Ciovassino 1, lo stesso indirizzo dello zio di Angioletta: Ercole Brugnatelli, papà della cugina Emma.

lunedì 11 settembre 2006

Mamma di Piero ovvero Carolina Carini

Vive a Miradolo, vedi nota 8 febbrajo 1888: "Partenza di Pietro per Miradolo a comunicare a suoi Genitori la nostra promessa" . Il 15 marzo Angioletta conosce la mamma del suo fidanzato Pietro. "Questa mattina alzati tutti per tempo preso un caffè all'uovo partimmo per S.Stefano. Il viaggio fu delizioso, quindi colà accolti cordialmente fatto la conoscenza della Mamma di Piero gongolante di gioia. Dopo colazione tutti abbiamo fatto una bellissima passeggiata costeggiando anche il Po. Dopo pranzo ritornammo alla stazione a piedi e dopo baci e strette di mano siamo saliti in vagone".

Carolina Carini si era sposata a Miradolo con Giuseppe Antonio Ardemagni l'11 gennaio 1845. Entrambi avrebbero passato tutta la vita (dalla nascita alla morte) nello stesso paese. Dall'atto di matrimonio (vedi figura sotto) apprendiamo i nomi dei genitori di lui: Giovanni Ardemagni (nonno di Pietro) e Margherita Perversi, che nel 1845 dovrebbero essere ancora vivi, almeno stando alla registrazione del matrimonio. I genitori di lei invece sono Giuseppe Carini e Maddalena Saronio, anch'essi viventi alla data. Tra i testimoni dovrebbe esserci anche Luigi Saronio di Giovanni, forse un cugino o uno zio di Carolina.


Qualcosa di più sui genitori di Giuseppe Antonio Ardemagni (il suocero di Angioletta) veniamo a sapere dalla loro registrazione di matrimonio, sempre dal registro parrocchiale.

domenica 10 settembre 2006

Sig. ri Manzi

Citati per due sole volte nel diario, entrambe di giovedì a distanza di due settimane. Il 30 maggio 1888: "Ricevuto lettera dalla Simonetta venuti ieri a sera i Sig. ri Manzi e Capponago. Papà andò a letto prestissimo perché non si sentiva troppo in salute." E successivamente il 14 giugno: "Questa sera vennero gli Argenti ed i Manzi".

Le Marcelline

Suore di Santa Marcellina sono una congregazione religiosa fondata nel 1838 dal beato Luigi Biraghi e dalla religiosa madre Marina Videmari (fonte: wikipedia). Immaginiamo che sia quando Angioletta riporta: "Fummo dalla Sig.ra Capponago, Molinari e dalle Marcelline" (23 febbraio 1888) sia quando scrive: "Io con Mamma fummo a S. Marcellina, suonai il mio galop discretamente" (1 marzo 1888) intenda in entrambi i casi l'Istituto delle suore di S. Marcellina in via Quadronno, fondato nel 1854.

sabato 9 settembre 2006

Zia (Maria)

Il 20 febbraio 1888, Angioletta annota: "Partenza di Carletto e dei Signori Roncari ed anniversario della morte della povera Zia". Si tratta della Zia Maria, una zia materna della madre, morta esattamente un anno prima a 71 anni, ultima superstite di nove tra fratelli e sorelle. Il penultimo, il rag. Carlo Bersani, nel lasciare la maggior parte dei propri beni alla nipote Carolina Pertusi, la mamma di Angioletta, aveva lasciato ad essa anche l'onere della cura della sorella Maria, che come ultimo indirizzo ha via Torino, 2 (il civico precedente a quello della famiglia di Angioletta).

venerdì 8 settembre 2006

Zia Marina

Arriva a Milano il 28 aprile 1888, con Angiolina (probabilmente la figlia) per operarsi e si ferma qualche giorno. Il testo chiarisce completamente se Angiolina è la figlia. "Arrivo della zia Marina con Angiolina per farsi operare dorme con sua figlia nella camera di Piero."
Il nome stesso della zia, che chiamiamo Marina per comodità, viene scritto ogni volta da Angioletta con piccole differenze e di volta in volta sembra essere Marinia, Marissia, Mariina (che per quanto strano e raro è pure attestato). Si tratta di una delle parole più difficili da interpretare della grafia di Angioletta.

Sigg. ri Martini

Compaiono un paio di volte nel diario: "Questa sera Mamma e Papà andarono dai Sig.ri Martini ed io scesi in farmacia a tenere un po' di compagnia al Sig. Piero". (13 marzo 1888).

giovedì 7 settembre 2006

Matteo

Compare giovedì 10 maggio 2008 (Ascensione): "Oggi Festa siamo andate a Messa a S. Alessandro dove vi è un bravissimo predicatore. Ritornata a casa salii a tenere compagnia alla Zia Marina. Arrivò Matteo e stette a pranzo e mi regalò una graziosa bomboniera" e poi non apparira più. Non sappiamo altro.

mercoledì 6 settembre 2006

Molinari

Compare solo il 23 Febbraio: "Fummo dalla Sig.ra Capponago, Molinari e dalle Marcelline a cui partecipai il mio futuro matrimonio, mi attendono ancora collo sposo".

sabato 2 settembre 2006

Signora Narducci

I Narducci, a volte lui (vedi), a volte lei, a volte in coppia, frequentano spesso casa Brugnatelli. Lei compare la prima volta giovedì 8 Marzo 1888: "(...) Venne la Guglielma e la Narducci che si fermò sino alle cinque". Martedì 14 Agosto 1888: "Questa sera vennero gli Argenti e i Narducci. Sabato 18 Agosto 1888: "(...) Venne la Narducci e le diedi i ritratti. Lunedì 20 Agosto. "Venuto l'Agrati per la mobiglia. La Narducci mi regalò un porta lavoro".

Narducci

I Narducci, a volte lui, a volte lei (vedi), a volte in coppia, frequentano spesso casa Brugnatelli. Lui compare la prima volta mercoledì 18 Luglio 1888: "(...) Venne questa sera il Sig.r Borsa, Narducci, Argenti". Martedì 14 Agosto 1888: "Questa sera vennero gli Argenti e i Narducci". Giovedì 16 Agosto "(...) Non venne altro che Narducci". Mercoledì 22 Agosto "(...)Questa sera non venne nessuno tranne di Narducci". Dal tono delle annotazioni Angioletta non sembra particolarmente entusiasta della presenza di Narducci.

lunedì 28 agosto 2006

Donna Paolina

Probabilmente una nobile, è uno dei personaggi più citati nel diario: da lei Angioletta va con la famiglia e balla fino alla una (6 febbraio 1888), la va a trovare di ritorno dalla Chiesa e la trova ammalata (12 febbraio) (magari si era affaticata 6 giorni prima!), il 1 marzo Angioletta va con la mamma a trovarla in tram (quindi non doveva abitare troppo vicino a via Torino). Più avanti compare ancora molto spesso. Sappiamo che ha una figlia. Non dovrebbe essere troppo difficile sapere chi sia (visto l'appellativo nobiliare) ma finora non è emerso alcun altro elemento che permetta di identificarla ulteriormente.

sabato 26 agosto 2006

La Parini

Citata una sola volta nel diario di Angioletta. Lunedì 27 Agosto " (...). Fummo pure dalla Parini, Sig.ra [Rezzi] e comperato una sottana.

venerdì 25 agosto 2006

Papà di Pietro (Piero): Giuseppe Antonio Ardemagni

Vedi anche Pietro (Piero). Vive a Miradolo, vedi nota 8 febbrajo 1888: "Partenza di Pietro per Miradolo a comunicare a suoi Genitori la nostra promessa". 9 aprile: "Arrivo del Papà di Piero questi alla sera sortì e ritornò con sua Papà alle 11 1/2." mentre il 29 aprile: "Arrivo di Papà di Piero che partì subito per Vimercate".

Il papà di Pietro (e suocero di Angioletta) si chiama Giuseppe Antonio Ardemagni. Nasce a Miradolo da Giovanni e Margherita Perversi nella notte tra il 24 e il 25 giugno 1820 (vedi figura 1, registro dei battesimi della parrocchia di Miradolo). Quindi all'epoca del diario di Angioletta aveva 67-68 anni.

 
 
Si sposerà, non ancora venticinquenne con Carolina Carini, l'11 gennaio 1845, sempre a Miradolo (i due nascono, si sposano, vivono e muoiono a Miradolo Terme).


Morirà, a 74 anni, (così dice la registrazione, anche se i 74 anni non li aveva ancora compiuti) cinque anni dopo i fatti raccontati nel diario, il 28 settembre 1893, ovviamente a Miradolo Terme. Queste informazioni le ricaviamo dal registro parrocchiale delle morti (vedi figura 3, annotazione in basso a sinistra).

mercoledì 23 agosto 2006

Peppino (Peppo)

Non sappiamo chi sia questo Peppino (una volta chiamato anche Peppo) che sembra molto familiare, probabilmente un parente o qualcuno che lavora per la farmacia. Appare in tre fasi nel diario ed è sempre in procinto di partire o arrivare. La sera dell'8 febbraio "arriva" (supponiamo dai Brugnatelli in via Torino) per ripartire la mattina successiva per Bolgiano (un sobborgo alle porte di Milano, oggi nel comune di S.Donato Milanese). Il 24 marzo, verso le dieci di sera, arriva da Bergamo e si ferma a dormire; poi il giorno dopo parte alla volta di Torino con Savina (che era arrivata con Aristide): mentre i due partono per Torino, Aristide si ferma a pranzo. Infine il 3 aprile torna da Torino con Savina, e poi riparte per Bergamo, mentre Savina si ferma dai Brugnatelli per qualche giorno. Dalla ricostruzione degli spostamenti sembra comunque che Peppino viva a Bergamo. Non sappiamo nulla dei motivi che spingevano Peppino a Bolgiano e a Torino con Savina. Tra l'altro non è chiaro se l'Aristide menzionato è Roncari o un altro. Torino viene citata anche verso la fine del diario (aggiorneremo questa voce più avanti).

domenica 20 agosto 2006

Sig.ra Perini

Amica di famiglia, citata 5 volte nel diario sempre in occasione di visite reciproche.
Nella prima occasione viene citata una Sig.ra Carolina (forse la mamma della Perini?). Non deve abitare troppo vicino a via Torino perché in un caso viene utilizzato un brougham per tornare a casa.
Compare l'11 marzo 1888: "Con Mamma e Papà siamo andati alla banca, dopo da Barbareschi per il contratto della biancheria mandato poi sul tardi il preventivo. Fummo anche dalla Sig. Perini. Non abbiamo visto la Sig.ra Carolina perché in istato assai grave.".
Martedì 27 Marzo 1888 "Oggi Martedì feci il rimanente delle camere. Venne la Sig.ra Perini.". Martedì 12 Giugno "Venne la Perini di giorno e questa sera Riccardo, Zia Cia ed Emma". Lunedì 9 Luglio 1888 "Recateci dalla Perini ma dovute fuggire per il tempo tanto cattivo; preso un brougham e ritornate a casa neppur bagnate da una sola goccia". Martedì 17 Luglio 1888 "Oggi venuta la Sig.ra Solari, la Bice Malberti, la Perini e la Sig.ra Ponti".

mercoledì 16 agosto 2006

Carolina Pertusi

La madre di Angioletta. Nata a Milano 1838-9 da Davide (che muore nel 1872) e da Luigia Bersani. Carolina ha due sorelle: Chiara e Annunciata.
La madre Luigia è morta giovane, ma ha ben otto tra fratelli e sorelle. Carolina pare essere stata molto seguita in particolare da uno questi fratelli: lo zio materno rag. Carlo Bersani.
Quando il rag. Carlo Bersani residente a Milano, in via Monforte 46, di 75 anni, muore il 12 novembre 1885, viene aperto il suo testamento, steso nel 1883, una cui parte recita:
"Atteso la morte di mia sorella Chiara avvenuta nello scoro (sic) anno in Brescia, trovo di annullare la precedente disposizione stesa fino dal passato anno 1873 trovandomi però ancora sano di mente e di corpo.
I miei funerali tanto civili che ecclesiastici saranno modesti. Lascio erede, del mio poco peculio e dei miei mobili la mia nipote Carolina Pertusi maritata Brugnatelli figlia della predefunta mia sorella Luigia Bersani, che sempre con me convisse e da me allevata ed educata.
La detta mia erede continuerà a prestare a mia sorella Maria lo stesso trattamento da me usato; di più si pagheranno trecento lire annue per i suoi bisogni personali, da corrispondersi in via anticipata di trimestre in trimestre, ben inteso, oltre il suo mantenimento, ed il suo mobiglio necessario.
Alla altra mia nipote Annunciata maritata Rainoldi, ora vedova, lascio Lire cinquemila dico £ 5000 per una sol volta da pagarsi alla medesima sei mesi dopo la mia morte senza decorrenza di interessi e di spese.
Ed alla nipote Chiara, già fornita di sufficienti mezzi di sussistenza, lascio per mia memoria il quadro che trovasi nella sala che rappresenta la Signora di Monza.
Alla donna che si troverà al mio servizio lascio lire venticinque, £25, annue moltiplicate per tutti gli anni che avrà prestato al mio servizio presso di me, ben inteso anni completi."

sabato 12 agosto 2006

Pietro (Piero)

Detto affettuosamente da Angioletta anche Piero, sappiamo che è nato a Miradolo (PV) il 7 aprile 1861. Lavora nella farmacia del papà di Angioletta, Giuseppe Brugnatelli. Probabilmente nel 1888 ha anche una stanza o un appartamente in affitto (o in uso) nello stesso stabile dove sta la farmacia e dove vivono i Brugnatelli, in via Torino, 4 a Milano. Ha molti fratelli, di cui almeno due sacerdoti, tra cui Don Luca. Il padre, Giuseppe del fu Giovanni, è un fittavolo: cioè un contadino che affitta per un anno uno o più appezzamenti di terreno da un possidente e li conduce pagando un fitto. Il padre e la madre di Pietro nel 1888 vivono ancora a Miradolo (oggi Miradolo Terme): un paese che dista, per la strada più breve, 43 km dal centro di Milano.
"Durante l'anno e dieci mesi passati sotto le armi ha servito con onore" così recita il congedo dal Regio Esercito italiano rilasciato a Genova il 25 ottobre 1883 dove Pietro è stato Caporale aiutante della 8a compagnia di Sanità Militare.
Ne approfittiamo per apprendere anche che è alto 1,74 che ha i capelli neri e ondati (sic), gli occhi castani, il colorito roseo, la dentatura sana, la fronte giusta, il naso aquilino, la bocca, il mento ed il viso giusti. La professione è quella di studente (siamo ancora nel 1883). Pietro sa scrivere e leggere.
Sappiamo che per tornare da Genova a Pavia, in ferrovia, terza classe, ha speso 1,65 lire. La sua dotazione militare comprendeva: asciugatoi 1, berretto di fatica 1, borraccia con coreggia 1, cappotto, mantellina o pastrano 1, chepì, cappello, elmo o colbacco 1, farsetto 1, gavetta 1, giubba di panno 1, giubba di tela 1, pantaloni di panno 1, pantaloni di tela 1, tasca da pane con coreggia 1, uose 2, zaino o valigia 1. Non erano previsti invece speroni e telo da tenda ed accessori.

martedì 8 agosto 2006

Pina

Citata molto frequentemente nel diario. Da un paio di note si potrebbe ipotizzare che sia una domestica. Pina accompagna spesso fuori Angioletta per commissioni, soprattutto a messa. Viene citata spesso unitamente a Luigi, che potrebbe esserne il marito. L'11 febbraio con Luigi apprende del fidanzamento di Angioletta mentre il 31 marzo, sempre con Luigi, regala una camelia ad Angioletta. Un giorno va a Vimercate, cittadina 25 km a nord est dal centro di Milano, quindi è ipotizzabile che fosse originaria di lì.

venerdì 4 agosto 2006

Bice Pirola

Conoscente di Angioletta e famiglia, compare alcune volte nel diario: la prima il 18 febbrajo: "Venne a farci visita la Simonetta e la Bice Pirola ci ha invitati ad una soirèe che darà domani a sera.". E' sposata.

sabato 29 luglio 2006

Sigg.ri Ponti

11 febbraio: "Alla sera in compagnia dei Sig.ri Argenti e Ponti siamo andati a vedere le maschere". Tra i più assidui frequentatori di casa Brugnatelli, insieme con gli Argenti. Mentre però gli Argenti vengono citati quasi sempre assieme, il signore e la signora Ponti, compaiono spesso anche separatamente.

martedì 25 luglio 2006

Signor Preposto

Il preposto (prevosto) compare nel diario di Angioletta il 17 febbraio: " Fui a fare delle compere colla signora Roncari ed a far visita al Sigr Preposto a cui partecipai il mio prossimo matrimonio". Comparirà una sola altra volta più avanti.

sabato 15 aprile 2006

Sig. ri Regondi

Il 12 marzo compare la Sig. ra Regondi: "Fummo dalla [Regondi] che da un mese è obbligata in casa." Più avanti si parla dei Sig. ri Regondi

giovedì 13 aprile 2006

Sig.ra Renzi

Compare una sola volta nel diario di Angioletta e la grafia non è chiarissima. Lunedì 27 agosto: " (...) Fummo pure dalla Parini, Sigra [Renzi] (...)"

martedì 11 aprile 2006

Renzo

Si sa pochissimo di lui: solo che si ferma quattro volte a pranzo, le prime tre volte di domenica, a partire dal primo aprile (Pasqua). Probabilmente un parente, visto che il pranzo di Pasqua dovrebbe essere un momento importante.

Nina Rognoni

Citata una sola volta nel diario di Angioletta, assieme ad altre due donne, pure citate un'unica volta in relazione ai regali di nozze. "Mercoledì 29 Agosto. Uscita di casa ed andata a vedere il corredo che trovai veramente magnifico. La Nina Rognoni mi regalò un anello, la Corinna una borsetta d'appendere alla cintura e la Giannetta un ventaglio in madreperla soprafina. Comperai i guanti ed una sottana. Questa sera fummo dal Bertani a portargli i ritratti e ne fu contento. Scrisse il preposto."

Famiglia Roncari

I Roncari (a volte lui, a volte lei, a volte assieme come "i Roncari") vengono citati spesso nel diario di Angioletta. A un certo punto viene nominato "Aristide Roncari".

Cercando su internet si trovano due "Aristide Roncari"

Il primo è un impresario che attorno al 1860 è stato uno degli animatori della non numerosa comunità italiana in Messico e che rilanciò l'Opera in quel paese tramite la Compañía de Ópera Italiana. Cercando su Google (e in Google libri) si trovano diversi riferimenti. Il fatto che nel diario di Angioletta suoni il piano in qualche modo può avvalorare questa ipotesi.

Il secondo è un medico nato intorno al 1871-2 che nel 1901 sostenne una causa per annullamento di matrimonio da parte della moglie per impotenza (vedi BORDOLI MARIA APPELLANTE CONTRO IL DOTTORE ARISTIDE RONCARI APPELLATO. MILANO, R. CORTE D'APPELLO, 1906. Libreria DEL CASTELLO). Di questo secondo Aristide Roncari, laureato a Pavia, sappiamo che il padre si chiamava Cesare.

Visto che il diario è stato scritto nel 1888, se si trattasse del primo Aristide Roncari, Angioletta parlerebbe di un uomo maturo se non anziano, tornato in Italia dal Messico, nel secondo caso di un ragazzo di sedici anni, eventualmente figlio. Esiste la possibilità che si tratti di una terza persona, ma sia il nome che il cognome non sono molto diffusi, e statisticamente è un'eventualità abbastanza remota. Purtroppo il diario non ci aiuta a capire a quale dei due ci si riferisca, anche se c'è una nota in cui Angioletta riferisce che i propri genitori vanno in brougham a trovare Aristide Roncari, il che non rende probabile che si tratti di un sedicenne.

Fotografo Rossi

Citato una sola volta nel diario di Angioletta, in prossimità del matrimonio, forse proprio per delle foto scattate qualche giorno prima delle nozze, Domenica 2 Settembre: "Oggi Domenica andata a Messa a S. Sebastiano. Ritornata a casa ed uscita di nuovo con Piero per andare dalla crestaia, e di lì dal fotografo Rossi. (...)"
La Guida di Milano per l'anno 1888 riporta, all'epoca, solo 29 fotografi in città, tra cui Rossi Giulio, Corso Vittorio Emanuele, 20.

Dr. Ruggeri

Compare una sola volta nel diario di Angioletta, venerdì 6 Luglio 1888 "Piero si è fatto [vatticinare] dal Dr Ruggeri, pare però che l'innesto non sia attecchito".
Nella Guida di Milano per l'anno 1888 non c'è alcun dottor Ruggeri, ma c'è un dottor Ruggieri, in Corso Genova, 1 (non lontano da via Torino). Potrebbe essere lui.

lunedì 10 aprile 2006

Sig. re Sampietro

Amiche di famiglia. Compaiono la prima volta il 22 aprile "Oggi Domenica per tempo io Papà siamo andati al Cimitero a trovare i nostri cari Morti, poi colla Mamma a Messa a S.Satiro indi dalle Sampietro, Ponti e Legnani."

Savina

Vedi Peppino. Di Savina sappiamo ancora meno: il 25 marzo arriva con Aristide (Roncari o un altro?) e parte con Peppino (il quale era arrivato da Bergamo la sera prima) alla volta di Torino. Savina e Peppino partono per Torino, mentre Aristide si ferma a pranzo. Il 3 aprile Savina torna da Torino con Peppino, il quale riparte per Bergamo, mentre Savina si ferma dai Brugnatelli per qualche giorno. Cosa è andata a fare a Torino con Peppino? Non lo sappiamo, così come non sappiamo nient'altro di Savina che non viene più citata nel diario. Mentre Torino viene citata anche verso la fine del diario (aggiorneremo questa voce più avanti).

Simonetta

Il nome Simonetta è citato tre volte nel diario. La prima volta il 18 Febbrajo 1888 "Venne a farci visita la Simonetta e la Bice Pirola ci ha invitati ad una soirèe che darà domani a sera." Poi il 14 marzo: "Oggi Mercoledì rimasi tutto il giorno in casa vennero le Simonetta". Qui non si sa se si tratti delle stesse persone, ma nel primo caso è evidente la A "lA Simonetta" e poi il verbo è al singolare, nel secondo caso la E "lE Simonetta". E il verbo è al plurale.
Verosimilmente si tratta in entrambi i casi di un cognome e non di un nome di battesimo (nei circa 40.000 defunti a Milano tra il 1862-1900 contenuti nel registro delle successioni ci sono circa 20 "Simonetta" di cognome e solo una "Luigia Simonetta" di nome. Dobbiamo quindi intendere che nel primo caso venne a fare visita la Signora Simonetta e nel secondo caso vennero le Signore Simonetta (madre e figlia o sorealla e sorella)

mercoledì 29 marzo 2006

Sig. ri Solari

Citata una sola volta nel diario: Martedì 17 Luglio 1888 "Oggi venuta la Sig. ra Solari, la Bice Malberti, la Perini e la Sig. ri Ponti."

mercoledì 22 marzo 2006

Signore Steffanini


Compaiono una sola volta nel diario di Angioletta. Lunedì 20 Agosto 1888 "(...) Venne a farci visita le Signore Steffanini. Andati questa sera a prendere il fresco." 

Si potrebbe pensare a un errore di lettura e che in effetti ci sia scritto: "venne a farci visita"... "lA SignorA Steffanini" e invece sono proprio due e. Evidentemente Angioletta voleva scrivere venne a farci visita la Signora Steffanini, poi forse si è ricordata della presenza di una sorella, o di una figlia e ha corretto in corso d'opera.

sabato 18 marzo 2006

Zia Teresa

Non sappiamo se sia zia materna o paterna di Angioletta. Potrebbe essere anche una zia acquisita o addirittura una prozia. Compare poco nel diario, la prima volta il 3 marzo 1888: "Stirato tutto il giorno, arrivata la zia Teresa".

giovedì 16 marzo 2006

Zia Tognina

Non sappiamo se sia zia materna o paterna di Angioletta. O magari prozia. Non sappiamo neanche quale fosse il suo vero nome, forse Antonia, un nome femminile piuttosto diffuso a Milano nell'800. Non sappiamo nemmeno dove abiti. Il 6 febbraio Angioletta e il padre vanno a trovarla a Monza e la trovano bene. Il 21 marzo la zia Tognina arriva a casa dei Brugnatelli reduce da Chignolo.

martedì 14 marzo 2006

Sig.r Vantuzzi

Amico di famiglia, compare per la prima volta il 14 marzo 1888: "Fu da noi a pranzo il Sig.r Vantuzzi".

giovedì 9 marzo 2006

Sig.ra Veratti

Amici di famiglia. Compaiono il 13 febbraio quando Angioletta e il papà vanno a comprare dei dolci e incontrano il Sig.r Veratti che li invita per il sabato grasso, dove poi balleranno fino alle 5 e mezza. I Veratti compariranno ancora, con più frequenza la signora.

giovedì 9 febbraio 2006

Vittorio

Compare il 10 febbraio: "Ammalato Vittorio con mal di gola fui da lui a farle un po di compagnia". Chi potrebbe essere? Probabilmente non un giovane altrimenti non sarebbe stato concesso ad Angioletta di andarlo a trovare, quindi o un anziano o un parente stretto. Compare ancora una volta più avanti.

martedì 10 gennaio 2006

Carlotta Zezi

Le Sigg.re Zezi vengono citate alcune volte nel diario. In un caso viene citata la sola Carlotta Zezi.

lunedì 9 gennaio 2006

Le Sigg.re Zezi

"Le Zezi" o "le Signore Zezi", vengono citate alcune volte nel diario. Una volta in particolare viene citata Carlotta Zezi.

giovedì 5 gennaio 2006

Gli Zii (i cari Morti)

Angioletta va quasi settimanalmente, specialmente la domenica, al cimitero a trovare i "cari Morti", "i nostri Estinti" o "quegli esseri che tanto mi hanno amato e che mediante le loro preghiere trovai l'ideale adatto per il mio sentire" (11 marzo 1888). In un caso si riferisce a loro come "i miei cari Zii che non posso giammai dimenticare" (1 aprile). In un caso parla specificamente di essere andata "a trovare la povera Zia ed a spargere su quella tomba dei fiori e delle lagrime, unico conforto che ci rimane". (5 maggio).
Il cimitero è il Monumentale di Milano, la zia è la prozia materna Maria Bersani (vedi prima), la cui tomba dovrebbe essere ancora presente. Dal diario si può ipotizzare anche la presenza di almeno un altro zio.
Il fatto di andare più spesso la domenica è giustificato dal fatto che, dalla Guida di Milano del 1888: "Nei giorni feriali non si possono visitare le gallerie dei Colombarî, né l'Ossario, ai quali si ha però accesso nei giorni festivi dalle 2 alle 4 pom."

martedì 3 gennaio 2006

Sig. ra Zilioli

Compare nel diario di Angioletta venerdì 6 luglio 1888: "Questa mattina alle 9 sono andata dalla Sig.ra Zilioli per imparare un lavoro che ho ultimato questa sera". Si tratta probabilmente di un lavoro di cucito, ma non necessariamente la Sig.ra Zilioli doveva essere una cucitrice di professione.