giovedì 25 giugno 2009

Il diario di Angioletta

In questo blog si trovano principalmente le note quotidiane scritte da Angela Brugnatelli sul proprio diario nel 1888.
Le note sono state pubblicate giorno per giorno a centoventi anni esatti di distanza quindi, ad esempio, il 5 aprile 2008 è stata pubblicata la nota del 5 aprile 1888.
Questi interventi sono contenuti nella sezione "Il diario di Angioletta".
La pubblicazione del diario iniziata l'11 gennaio 2008 con la nota dell'11 gennaio 1888 si è conclusa il 21 settembre 2008 con la pubblicazione della nota del 21 settembre 1888.
A dire il vero Angioletta aveva già iniziato a utilizzare il diario (di fatto un'agendina "commerciale") l'anno precedente con due sporadiche note il 2 agosto 1887 e il 6 settembre. Raccomandiamo pertanto a chi volesse leggere il diario nella sequenza corretta di cominciare proprio dalle due note di cui sopra e poi di partire dall'11 gennaio 1888 risalendo nelle sotto-sezioni dei vari mesi.
Nella sezione "La storia di Angioletta" sono contenuti commenti e appunti storici frutto delle ricerche in rete o negli archivi storici o dalla lettura degli altri documenti reperiti assieme al diario di Angioletta (circa 150 documenti). Questi appunti possono servire a inquadrare meglio il periodo storico e l'ambiente familiare e sociale in cui viveva Angioletta.
Nella sezione "Le persone del diario" sono contenuti i profili delle persone citate nel diario. Con l'escamotage di farle figurare postate nel 2006 (in varie date) siamo riusciti a metterli tutti in fondo al blog e in ordine alfabetico (per cognome dove c'è, poi per nome e infine per appellativo).
Successivamente alla pubblicazione del diario si è passati alla pubblicazione dell'album di una cugina di Angioletta, Emma Brugnatelli, spesso citata nel diario stesso. Il quaderno, che consta di circa 50 pagine, ed è ancora in via di pubblicazione, copre gli anni 1891-1903 e verrà pubblicato senza seguire una precisa scansione temporale, nella sezione "Il quaderno di Emma".

lunedì 29 dicembre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 16

A pagina 16 dell'album di Emma troviamo la maggiore sorpresa: un appunto autografo dello scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, autore di Malombra, Piccolo mondo antico e Piccolo mondo moderno.
Com'è possibile che Emma conoscesse Fogazzaro? Noi sappiamo, da altre pagine dell'album, che Emma aveva importanti amicizie in Veneto, nella zona della riviera del Brenta, e in particolare con la signora Yole Moschini Biaggini, a cui lo stesso Fogazzaro si era ispirato per il personaggio di Jeanne Dessalle, la protagonista di Piccolo mondo moderno.
Il 21 ottobre del 1905, Yole Moschini Biaggini muore e, un anno più tardi, suo marito il commendatore on. Vittorio Moschini, deputato, ex-sindaco di Padova, pubblica un libretto in ricordo della defunta, e del suo funerale in particolare, con un'introduzione-ritratto di Yole dello stesso Fogazzaro.
Di questo libretto (che si ritrova ogni tanto tra le vendite di libri antichi in rete vedi ad esempio qui) ho trovato tra le carte di Angioletta (evidentemente lasciate dalla cugina Emma) due copie. In una delle due copie, a pagina 64, dove è riportata una cronaca dei funerali compendiata da diversi quotidiani, troviamo sottolineato a penna rossa il nome di Emma: "Reggevano i cordoni del feretro le signore Brugnatelli-Bellini, Ivancich-Bertuzzi, Mantovani-Buzzati, Turazza-Favaro, Bragato-Mion e Marini-Forti".
Invece a pag. 76 nell'elenco degli intervenuti troviamo Emma Brugnatelli vedova Bellini. Se Emma era una delle otto a reggere il feretro, doveva necessariamente essere una delle migliori amiche di Yole.
Tra l'altro, a pagina 236, nell'elenco delle Lettere e biglietti di condoglianza troviamo citato il Dott. Carlo Brugnatelli: il fratellino di Angioletta che nel frattempo, siamo nel 1905, si era evidentemente laureato.
Scopriamo comunque che se nel 1888, all'epoca del diario di Angioletta, Emma era molto verosimilmente nubile, nel 1905 era già vedova di Bellini. Il che spiega perché tutte le carte di Emma siano rimaste ad Angioletta: Emma è quasi certamente morta vedova, senza eredi, prima di Angioletta.
Nutrivo qualche dubbio sull'autenticità della firma di Fogazzaro, ma questo
biglietto autografo ha avvalorato la tesi dell'autenticità: la firma è evidentemente la stessa. Segue una nota del 5 novembre 1903 di un certo Capitano Russo ai limiti della leggibilità (qualcuno ci aiuti!) e più sotto ancora i soliti, abbastanza insulsi, aforismi.
Verità verità, vita del cuore!

Verità verità, cuor della vita!


[nota da decifrare] Capitano Russo 5 novembre 1903


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La fortuna picchia una volta alla porta di ognuno; raramente due volte.
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Un omicidio fa uno scellerato, migliaia di omicidi fanno un eroe
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domenica 28 dicembre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 15

Dopo oltre un mese di colpevole assenza riprendiamo a pubblicare il quaderno di Emma. Mancano circa quaranta di pagine che riserveranno alcune piccole sorprese, la prima già oggi. Poi cercheremo di aggiungere qualche contributo al diario di Angioletta (speriamo di realizzarne uno in particolare a cui teniamo particolarmente) e gli esiti di qualche ulteriore ricerca di archivio. Infine racconteremo cosa è stato di Angioletta ed Emma dopo la scrittura dei rispettivi diario e album, dopodiché potremo dichiarare chiusa questa passeggiata nella vita di due ragazze di fine Ottocento.
Oggi, 27 novembre 1893, troviamo Emma alle prese con il dolore per la partenza di tre amiche: Lucrezia, Ida e Bianca. Si tratta certamente delle sorelle Primerano, protagoniste di altre pagine del suo quaderno. In questo giorno un'altra amica, Carolina Sollier, altrettanto afflitta, conferma a Emma il proprio supporto.
Ma perché le tre sorelle partono? Cercando in rete scopriamo che Lucrezia, Bianca e Ida sono le figlie del Generale Domenico Primerano che proprio il 1 dicembre 1893 viene nominato Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano (è la maggiore carica dell'esercito e Primerano la terrà fino al 1896). Ed è chiaramente legata alla nomina del padre, che si sarà dovuto trasferire a Roma, la partenza delle tre sorelle.
Qui scopriamo che nel 1927 alle due sorelle Ida e Bianca, orfane del generale, nubili e probabilmente indigenti, viene accordato un assegno vitalizio straordinario da parte dello stato. Cercando ulteriori notizie sul generale Domenico Primerano, pare che fosse uno dei due rappresentanti (assieme con il luogotenente generale comandante il IV Corpo d'Esercito, conte Raffaele Cadorna) dell'esercito italiano a raccogliere la capitolazione dello Stato Pontificio a Villa Albani il 20 settembre 1870.
Mi è caro oggi appunto affermare con un nuovo legame la nostra amicizia, oggi in cui un dolore comune ci riavvicina più strettamente che mai!
Lucrezia, Bianca, Ida, le nostre amiche così gentili e care sono partite, e niuno certo potrà compensarci del vuoto immenso che hanno lasciato intorno a noi. Io però trovo un grande conforto nel pensiero che mi è rimasta lei Emma cara, che considero quasi una parte di loro stesse, lei, l'amica loro così realmente sincera, affettuosa e buona, su cui potrò riversare la piena del mio cuore così profondamente rattristato, e sarò ben lieta se per parte mia riuscirò a rassicurarla qualche volta e farle trovare un po' di compenso nella mia calda amicizia che le professo sincera ed eterna.
Aff.ma amica

Carolina Sollier

Milano 27 Novembre 93

sabato 22 novembre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 14


A pagina 14 dell'album di Emma troviamo una sciarada. La sciarada è un gioco enigmistico molto diffuso ancora oggi, ma che a fine Ottocento godeva di una grandissima popolarità. Molti giornali, anche quotidiani, pubblicavano sciarade. Ma soprattutto si giocava a sciarade in società, ad "alta voce". Nella sciarada una parola viene formata dalla somma di altre due parole: es. te+gola=tegola. Lo stile di sciarade tipico dell'Ottocento (detto "a voci convenzionali") prevedeva che venissero esplicitamente dichiarate le parti: la prima, la seconda e il totale, mentre attualmente sono più diffuse quelle a diagramma (xxx+yyyy=xxxyyyy). In questo caso Emilio Sollier, amico di Emma, scrive una sciarada, della quale non ho ancora cercato con sufficiente impegno la soluzione. Qualcuno riesce a trovarla?
Seguono le abituali massime, l'ultima con l'indicazione "Giuseppe Giusti". Che siano del poeta toscano (1809-1850) anche tutte le precedenti?. Da indagare.
Sciarada
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La prima mia è la settima _ di ventiquattro suore,
La mia seconda è un angelo _ di questa terra, un fiore;
Insomma assicuratevi _ è un totale rara di leggiadria, di grazia_ e di virtù preclara.
Milano, 5 dicembre 93 Emilio Sollier



Quando senti una savia sentenza o un'osservazione utile, notala, o imparala a mente.
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Non lasciar mai trascorrere un giorno senza qualche progresso intellettuale e morale.
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Non vi è tesoro che valga a comprare un'ora.
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Fuggire la viltà è vergogna: scampar un pericolo è prudenza.
Giuseppe Giusti

Il quaderno di Emma - Pagina 13



Un buon cristiano affronta senza paura le contingenze della vita.
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Per ben morire è necessario ben vivere; e per vivere bene bisogna pensare a morir bene.
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Chi è privo di religione, non ha né probità, né improbità, né ordine, né disordine, né verità, né falsità, né merito, né demerito, né premi, né castighi, e senza la religione sono nomi privi di senso, la giustizia, l'onore, il pudore l'umanità.
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Pensa costantemente: «Io Sono», dunque se Io Sono, bisogna che Tuo o Dio sii»
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Cerca di discorrere meno sulla virtù, ma di praticarla maggiormente.
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La forza prevale sulla giustizia, e talvolta estingue ogni sentimento di umanità.
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Il quaderno di Emma - Pagina 12


Le parole nelle nostre frasi debbono essere disposte in modo, che non esprimano né più né meno che la nostra idea
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Lo studioso deve essere guidato per gradi insensibili ai rami della scienza.
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Più uno è cattivo, più è sospettoso.
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Il sospettare è una virtù da codardo.
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È più disonorevole sospettare di un amico che essere ingannato.
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Del tuo amico parla sempre bene, del nemico né bene, né male.
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Le disavventure e le afflizioni sono o punizioni o esperimenti.
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sabato 8 novembre 2008

S. Stefano Lodigiano 9 settembre 1888


Sono già troppi giorni che non parliamo di Angioletta, ma le ricerche continuano su due fronti: S.Stefano Lodigiano e Malnate. Molto interessante il frutto di un'incursione a S.Stefano presso la chiesa parrocchiale dove domenica 9 settembre 1888 si sono sposati Angioletta Brugnatelli e Pietro Ardemagni. Nell'archivio della chiesa parrocchiale troviamo la registrazione, in latino, del matrimonio e qui abbiamo diverse conferme e qualche sorpresa.
Il testo latino dovrebbe essere il seguente:
N. 9 Anno Domini Millesimo Octingentesimo Octuagesimo Octavo, die nona Septembris:
Duabus tantum praemissis denuntiationibus, obtenta dispensatione tertiae, duobus diebus continuis Festivi in Ecclesia Par. S.ti Satyri, Civitatis Mediolani, sub cuius cura habitant sponsi, scilicet diebus 26 Augusti et 2 Septembris huius anni, nullagere legittimo impedimento detecti:
Ego Ardemagni Aloisius, Prep. huius Par. sub titulo B.M.V. in Coelum Assumptae, loci S.ti Stephani ad Cornu, de mandato Rev.mo Sac. Caietani Berretta, Vicarii Spiritualis supradictae Par. S. Satyri, interrogavi Ardemagni Petrum, filium viv. Josephi et Carini Carola, nativum Miradoli Dioec. Laudensis, catholicum, nubilum, et Brugnatelli Angelam, filiam viv. Josephi et Pertusi Carola, natam sub Par. S. Satyri praedicta, catholicam, nubilem, eorumque mutuo consensi habito solemniter per verba de praesenti Matrimonio coniunxi, praesentibus testibus notis Sac. Ardemagni Joanne Baptista frater sponsi ex Par. Miradoli et Grona Eugenio, filio Jo. Bapt. ex Par. Cotonei, eisqua in Missae celebratione benedixi.
Se ho capito bene qui, come sapevamo don Luigi (Aloisius) Ardemagni, il cui sermone abbiamo pubblicato il domenica 9 settembre 1888, parroco della chiesa della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo a S.Stefano celebra il matrimonio del fratello Pietro e di Angioletta Brugnatelli dopo le due settimane canoniche di pubblicazioni su mandato di Don Gaetano Beretta, Vicario della Chiesa di S.Satiro a Milano che, per competenza territoriale, sarebbe stato il titolare del matrimonio visto che entrambi gli sposi vivevano a Milano, in via Torino. Veniamo finalmente a conoscere il cognome della madre di Pietro: Carini (erano sempre stati in ballottaggio Carini e Catterini) e anche il nome di un altro fratello prete di Pietro: Giovanni Battista, probabilmente si tratta dello stesso fratello più giovane di Luigi, a cui lo stesso sacerdote fa cenno all'inizio del sermone: qui è uno dei due testimoni. Non sappiamo molto invece di Eugenio Grona di Codogno (Cotonei), l'altro testimone.