lunedì 28 gennaio 2008

28 Gennajo 1888 - s. Cirillo abate


Raccontavo ieri del Cav. Ercole Brugnatelli, zio paterno di Angioletta e della sua carriera (tra il 1840 e il 1878) come funzionario dei vari distretti del Regno Lombardo-Veneto prima e Ministero degli Interni del Regno d'Italia poi.
E' - immagino - nella sua permanenza a Castel Goffredo nel 1845 o a Castiglione delle Stiviere nel 1856-62 che Ercole incontra Lucia Acerbi di Castel Goffredo, quasi certamente parente di Giuseppe Acerbi, (a lungo direttore della Biblioteca Italiana, ma anche esploratore, musicista e archeologo), e del nipote di Giuseppe, Giovanni Acerbi, che fu tra i patrioti mantovani del 1850, scampò al martirio di Belfiore, fu poi tesoriere di Giuseppe Garibaldi nell'impresa dei Mille e generale nelle successive campagne, infine deputato del Regno, a Firenze, dove morì nel 1869 a soli 44 anni.
Che Lucia fosse parente di Giovanni Acerbi lo intuisco per aver trovato diverso materiale relativo agli Acerbi più illustri nello scatolone, tutto materiale probabilmente appartenuto, prima di pervenire ad Angioletta, alla cugina Emma Brugnatelli, figlia di Ercole e Lucia Acerbi.
In particolare due opuscoli celebrativi la morte, nel 1866, di un altro generale garibaldino: Giovanni Chiassi ("In morte del prode colonnello Ingegnere Giovanni Chiassi" di Girolamo Lorenzi e "In morte del colonnello Cav. Giovanni Chiassi" di Malvina Maifreni) e, in doppia copia, un libretto "A Giovanni Acerbi" di P.S. Verdi (il noto pubblicista Paride Suzzara Verdi - detto il Sordello) con trascritta (da chi? la scrittura non è quella di Garibaldi) una frase di condoglianze per la morte di Giovanni Acerbi da parte di Garibaldi.
E poi altri ritagli di giornale relativi alla morte del figlio di Giovanni Acerbi, Mario, avvenuta sempre a Castel Goffredo nel 1905.
Non avrebbe senso tanto accanimento per un semplice omonimo, sia pure compaesano.

Va detto che gli stessi Acerbi non avevano idee simili in politica: filo-austriaco Giuseppe Acerbi (che però muore nel 1846), patriota, garibaldino e di sinistra il nipote Giovanni.

Quindi abbiamo un funzionario governativo, Ercole, che sposa la parente di un pericoloso sovversivo che poi diventerà garibaldino e poi parlamentare della sinistra: ci sarebbe da indagare.
Tra l'altro ci sarebbe da indagare anche sulla stessa morte di Giovanni Acerbi avvenuta a Firenze il 4.9.1869. Sì perché l'on. Acerbi muore per essere stato colpito dallo sportello aperto di una carrozza! Strano, vero?
E proprio nel 1869 si incrociano due giganteschi scandali: quello della Manifattura Tabacchi (si parla persino di tangenti al re) e l'oscuro tentativo di assassinio prima e di diffamazione poi dell'on. Lobbia, della sinistra, un parlamentare che era stato tra i più solerti a denunciare lo scandalo dei Tabacchi. Tra l'altro il tentativo di assassinio si verifica proprio alla vigilia della discussione in commissione dello scandalo Tabacchi. Approfondiremo. .

Tra i documenti di Ercole poi ne troviamo tre davvero particolari:
- La trascrizione di un discorso di Napoleone III ai francesi;
- Una lettera di richiesta di raccomandazione del priore Giuseppe Mondelli datata Goito 26/4/1860 con allegata una poesia inneggiante a Carlo Alberto (probabilmente il priore, visto il cambio di regime, cercava di accreditarsi verso il commissario prefettizio come non-austriacante);
- E infine una stranissima tabella (vedi figura), che nella mia fervida immaginazione mi sono figurato essere un tavoliere per la decrittazione di messaggi in codice. Ma se questo è il caso, messaggi di chi? Messaggi governativi, del ministero degli interni? O magari messaggi dei cospiratori?

Ed Ercole Brugnatelli con chi stava? Era amico dei patrioti cospiratori come la parentela molto probabile con Giovanni Acerbi e la lettera del priore possono indurci a pensare o un rigido funzionario filo-governativo (prima per gli austriaci e poi per i piemontesi-italiani), magari addirittura un uomo dei servizi segreti?

C'è davvero molto su cui indagare.
Ma soprattutto: a cosa serviva la tabella pubblicata nella foto?

5 commenti:

Massi ha detto...

la tabella è una tavola di Vigenère, utilizzata nell´algoritmo di sostituzione polialfabetica o Cifrario di Vigenère.
Nel caso in esame, le colonne non iniziano con la prima lettera dell'alfabeto (A) ma con l'ultima (Z), quindi siamo in presenza di una variante. Ad ogni modo, il meccanismo di lettura resta lo stesso. Si tratta di crittografia a chiave, quindi, oltre al mesaggio cifrato, bisogna fornire anche una chiave.
Garibaldi ci aveva già Enigma?

Marco Ardemagni ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mattia ha detto...

carissimo, sono pale, lo "storico" che era venuto al caterstadio di dicembre, espertissimo del 1904 a bergamo...
dopo un pò di tempo riesco a leggere il diario...ma è veramente bellino, ci sono molti riferimenti anche alla situazione dell'attualità...
e soprattutto, questo ercole che fa??
rimango in attesa, se ci sono novità...

Marco Ardemagni ha detto...

caro Pale, penso che gli ultimi 3 post, relativi a Ercole, richiedano un po' del tuo vaglio di storico... che dici?

Marco Ardemagni ha detto...

Grande massi, è proprio lui. Adesso bisognerà capire se Ercole ne disponeva in quanto tutti i funzionari ne avevano uno, o se ce l'aveva in quanto "cospiratore" o amico dei patrioti. Ci sono indizi che vanno nell'uno e nell'altro senso.
Mi sembrava di ricordare qualcosa quando avevo buttato lì l'ipotesi del la crittografia, ma non ne ero certo.