sabato 19 gennaio 2008

19 Gennajo 1888 - s. Bassano

Domani avremo il secondo intervento di Angioletta, quindi potrò stare un po' zitto e lasciare parlare lei. Ma non è colpa mia se lei non ha scritto nulla dall'11 al 19 gennaio 1888!
Oggi vorrei raccontarvi di come ho scoperto qualcosa sulla sua zia materna Annunciata Pertusi, quella che veniva descritta come vedova Rainoldi del testamento del rag. Carlo Bersani. Chi non ama questo genere di cose può tranquillamente saltare questa ricerca e aspettare il post del 20 Gennajo, gli altri possono utilmente prendere carta e penna per seguire i nomi, le date e i rispettivi arzigogoli.
Riepiloghiamo: dal testamento del rag. Carlo Bersani (fratello di Luigia Bersani, nonna materna di Angioletta, morto nel 1885 tre anni prima del diario di Angioletta) apprendiamo che sono tre le sorelle Pertusi: Carolina la mamma di Angioletta, Annunciata vedova Rainoldi e Chiara (tutte nate intorno al 1840, grosso modo).
Inizio a indagare sulle sorelle Pertusi e parto dal Registro delle Successioni sul sito dell'archivio di stato di Milano per vedere se c'è qualche Pertusi morto a Milano dal 1862 al 1900 (il periodo coperto dal registro online) e scopro che in quel periodo sono morti solo due Pertusi, tra cui un Davide, il cui nome coincide con quello del padre delle tre sorelle. Cominciamo bene.
All'Archivio di Stato di Milano (vado di persona in via Senato) trovo una prima conferma: scopro che è stata una Chiara Pertusi, "dimorante" in C.so Vittorio Emanuele, 32 a denunciare la morte del padre "Davide Pertusi, fu Carlo via S.Antonio n.4 nella terza stanzetta verso corte ad uso di stanza da letto" avvenuta il 15/10/1872. Coincidono nome del padre e della figlia. E' lui.
Mi metto in cerca sulla Guida di Milano per l'anno 1888, sfruttando l'indice dei nomi a pagina 1350, se a Milano ci sono attività a nome Pertusi (non trovo niente), Brugnatelli (trovo la farmacia del padre di Angioletta) o Rainoldi (visto che Annunciata è vedova Rainoldi)... e qui trovo una ditta Rainoldi citata sia come salumeria e vini di lusso che come ristorante, in via S. Margherita 12.
Vado a ritroso negli anni, con le varie edizioni della guida, e trovo addirittura già dal 1839 una Rainoldi Agostino e Gio. padre e figlio, traff. in salumi, vini di lusso, commestibili, ec., ec., corso Francesco 580 (il vecchio nome di Corso Vittorio Emanuele, che prima ancora si chiamava Corsia dei Servi). Menzionati anche a pag. 762 di un volume del 1840 come Rainoldi Agostino e Giovanni (padre e figlio) salumieri, con magazzino gastronomico.
Per farla breve: c'è un enoteca-salumeria Rainoldi Giovanni e Agostino in Corso Francesco, che poi diventa solo "Rainoldi Gio. di Agostino" nel 1845 (evidentemente il padre è morto). Poi la via diventa Corso Vittorio Emanuele, poi Agostino muore e resta la ditta.
Quindi abbiamo tre sorelle: una è Carolina la mamma di Angioletta, signora Brugnatelli, una è Annunciata vedova Rainoldi e una è Chiara che abita in C.so Vittorio Emanuele, 32. Ma, questo non è lo stesso indirizzo della salumeria enoteca Rainoldi, quindi ipoteticamente di suo cognato?
Una strana coincidenza. Manca però una conferma definitiva.
Questa la trovo sul sito dell'
Archivio centrale dello stato - Brevetti e Marchi: dove rinvengo la registrazione del deposito di un brevetto del 1879

Fascicolo 656
Data Deposito 31/07/1879
Titolare Ditta Agostino Rainoldi
Mandatario Annunciata Dertusi (sic) ved. Raimoldi (sic) in proprio e quale rappresentante dei minori suoi figli Maddalena, Carlotta, Giovanni ed Alberto
Città Milano
(...)
Descrizione:
Etichetta rettangolare a fondo celeste con in alto l'impronta di due medaglie e lo stemma della Casa Reale d'Italia e sotto le parole Provveditore della Casa Reale. Calamo amaro digestivo specialità di Agostino Raimoldi Milano ed in senso trasversale il fax simile della firma Agostino Raimoldi. Detto marchio verrà applicato sulle bottiglie contenenti il liquore calamo di sua fabbricazione di cui intende fare commercio in Italia.




Quindi mentre Carolina sposa il farmacista Giuseppe Brugnatelli, e sta in via Torino 4, Annunciata sposa Agostino, il produttore di amari, gestore dell'enoteca in C.so Vittorio Emanuele 32 (che è poi anche l'indirizzo della terza sorella Chiara). Nel 1879, al momento del deposito del brevetto, Annunciata è già vedova con quattro figli. La ditta Rainoldi poi si trasferirà in via S.Margherita 12 attorno al 1885.
Nel diario di Angioletta non troveremo alcun riferimento a queste zie materne, che pure vivevano molto vicino, a poche centinaia di metri. E nemmeno alla salumeria-enoteca.
Eppure l'enoteca Rainoldi era molto in voga nella seconda metà dell'ottocento. Ne parla persino Paolo Valera nel suo "Milano sconosciuta" (pubblicato per la prima volta nel 1870 e poi arricchito fino alla morte dell'autore nel 1926).
"Erano i tempi della signorilità meneghina. C'era sindaco Belinzaghi, un omino elegante in tuba, conosciuto come la betonica, che si metteva in circolazione tra le cinque e le sei per l'aperitivo dal Rainoldi, il salumiere di lusso del bottegone sul Corso Vittorio Emanuele. Era la buvette del patriziato moribondo. Vi si affollava sul marciapiede tutto ciò che c'era di signorile come in una vetrina. La vendita dei fiori era privilegio della Teresina, una bella ragazza formosa dai capelli neri bipartiti, con trecce meravigliosamente attorcigliate alla nuca. Ella era venuta dalla campagna con un canestro di viole ed era cresciuta tra i signori delle massime buvettes dei massimi restaurants e di massimi teatri. È finita a Genova con molti biglietti da mille e con lo sfregio alla guancia inflittole da un'ordinanza di un volontario mascalzone.
Dal Rainoldi si vedeva pure alla stessa ora in mezzo alla consorteria il Leone Fortis, il noto autore delle conversazioni che riversava nella Illuminazione Italiana del Treves. Egli era il direttore del Pungolo, un quotidiano sempre in bolletta, sempre in giro fra i signori con la tuba in mano"

Per oggi davvero basta. Domani meno e meglio.

3 commenti:

A. ha detto...

Marco, i link non sono corretti. I primi due raddoppiano l'http, il terzo sembra semplicemente sbagliato.
Fripp

Marco Ardemagni ha detto...

grazie a! ho corretto i primi due (si era raddoppiato l'http in effetti). il terzo (quello dei brevetti) a me funziona(ho provato sia con ie sia con mozilla firefox). prova a verificare, grazie ancora.

Ben ha detto...

A questo punto però i dubbi sui motivi delle disposizioni del testamento del rag. Bersani non fanno che aumentare. Voglio dire: Carolina - maritata al farmacista -e Annunciata - erede della rinomata salumeria enoteca - sembrano assai meno bisognose di Chiara che viveva a casa del cognato e della quale non ci viene detto lo stato civile, e che dunque immaginiamo signorina. Eppure è proprio Lei ad ereditare dallo zio solo uno striminzito quadretto in quanto fornita di sufficienti mezzi. Certo, magari c'era stata qualche diatriba con lo Zio, ma se Chiara fosse stata semplicemente la più indifesa, l'anima candida della famiglia?