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lunedì 21 aprile 2014

Il quaderno di Emma - Fogli sparsi 7 - Pagina 3

Fior di Ninfea,
Che il tuo bel cor sempre giulivo sia,
Che a te sian resi onor come a una Dea.

Fior di Crisanteme,
Vorrei cantare con eterne rime,
La tua bellezza e la bontade insieme.

Fior d'Amaranto
Ogni parola tua è un dolce accento
Ed ogni sguardo tuo sublime incanto..

8/3/91
                   Lucretia Primerano


Nota: abbiamo già incontrato Lucretia Primerano, i versi sembrano essere di maniera, ma originali.

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Il quaderno di Emma - Fogli sparsi 7 - Pagina 2

                                  25/4/1891, Milano

Ella è tanto buona, signorina Emma, che
vuol dare un posticino nel suo album anche ad
un essere ancora insignificante come sono io; glie=
ne sono riconoscente, e pongo tutto il mio cuore
nel dirle, che sebbene piccola, so capire come
Lei meriti ogni felicità, per ottenere le quali
farò oggi e sempre voti ardenti.

                          Maria Clotilde Sismondo



Nota: molto tenera la dedica della "piccola" Maria Clotilde Sismondo che segue di un mese e mezzo quella di Mimetta Sismondo (la madre? la sorella maggiore?), sempre da Milano e sul retro della stessa pagina.

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Il quaderno di Emma - Fogli sparsi 7 - Pagina 1

Milano
7 Marzo 1891

Le stelle che viaggiano sul mare
Dicono: _ O bella luna, non dormire,
O bella luna, vogliti levare,
Ché noi vogliamo per lo mondo gire.
Vogliam fermarci su la camerella
Ove nel sonno sta nostra sorella,
Nostra sorella splendïente e bruna
Che un mago ci ha rapita, o madre luna.

Di cima al colle rispondono i pini
E da la riva de 'l fiume gli ontani:
_ O stelle da' begli occhi piccolini,
Deh perché fate quei discorsi vani ?
Ella ci apparve il dì primo di maggio
Tra un lauro snello e un glorïoso faggio,
E dove ella sbocciò ninfa da 'l suolo
Cresce una rosa e canta un rusignolo.
                                      / Carducci. /

Mille auguri affettuosi, Emma cara, da chi
di cuore ti desidera ogni felicità
                        tua Mimetta Sismondo

Les souvenirs de jêunesse sont
des tresors pour la viellesse

J.J. Rousseau



Due terzi della poesia Serenata di Giosuè Carducci e una citazione di Jean-Jacques Rousseau, peraltro dubbia e con qualche errore di ortografia, completano la dedica di Mimetta Sismondo a Emma, il 7 marzo 1891 a Milano.

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giovedì 9 ottobre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 2

Signorina Emma.. Per lei voglio studiare proprio qualche cosa di raro e peregrino, affinché il suo album ne riceva lustro e decoro! Perciò prendo tempo a studiare

F. Sismondi

Chi ha del genio?
Può averlo la donna
L'uomo e la donna lo hanno insieme.
Milano 11. Maggio 1891
Roberto Adler

Mi ricorderò sempre delle bella e simpatica 
Signorina Emma

Milano 11. Maggio 1891
Henrietta Adler
 

Nota: Su questa pagina sono presenti tre dediche, dopo quella di un certo F. Sismondo troviamo quelle di Roberto ed Henrietta Adler. Indagando meglio in rete sui due scopriamo che si tratta di una coppia di ebrei moravi. Roberto nasce in Austria il 10 novembre 1845 e, dopo aver sposato Henrietta Stiassny (figlia di un mugnaio di Trebitsch) si trasferisce a Milano con la moglie e una sua sorella vedova più anziana di lui, Clementina. Qui, con un altro ebreo, Bernardo Eisenschitz fonderà il 5 agosto 1878 la Adler Eisenschitz, impresa per il commercio di macchine per l'industria, che verrà rifondata, il 21 marzo 1894 dallo stesso Roberto e dal figlio di Bernardo, Carlo, sempre con un accomandita di 6.000 lire di capitale sociale. Nel 1889 la società fornisce alla Grondona macchinari per 150.000 lire (informazioni tratte da Gli ebrei e l'economia milanese: l'Ottocento di Germano Maifreda. Più avanti nel quaderno troveremo anche firme di appartenenti alla famiglia Eisenschitz.
Le altre notizie sulla famiglia Adler invece provengono da questo sito: Roberto viene definito un tipo molto energico ed attivo, che morì prematuramente per delle lesioni interne causate dall'aver spostato pesanti macchinari. Roberto ed Henrietta (soltanto omonima di una donna politica ebrea britannica, pioniera del femminismo) avranno quattro figli e sei nipoti, la maggior parte dei quali torneranno a stabilirsi in Austria. 

giovedì 11 settembre 2008

Giorno 11

Torino si può benissimo chiamare una piccola parigi. Oggi sono di umore alquanto triste forse quando sarò fra i monti l'animo si eleverà maggiormente non pensando che alla bellezza della natura ed a quelle Celesti.
Partenza da Milano felicemente alloggiati all'albergo bonne femme. Città bella posizione amena splendidi monumenti però a mio gusto preferisco Milano. Passata una notte molto agitata. Minaccia temporale.

 
Nota: In questa lunga nota cerchiamo di dare conto delle ultime pagine del diario di Angioletta.Come abbiamo visto, alla vigilia delle proprie nozze, cioè l'8 settembre (1888), Angioletta sul proprio diario scrive un ultimo appunto quotidiano, che viene integrato da una ulteriore nota (che si trova nella sezione "Annotazioni" in fondo al diario) la quale porta la stessa data. Poi succede una cosa strana: ci aspetteremmo un appunto in data 9 settembre relativo all'avvenuto matrimonio in Chiesa, invece gli spazi sull'agenda a partire dal 9 settembre (data delle nozze) al 10 ottobre sono occupati dal racconto di un viaggio di una decina di giorni con pernottamenti a Torino, Susa, Moncenisio (dove Angioletta rimane alcuni giorni) e di nuovo Susa e Torino. Si potrebbe pensare al viaggio di nozze, ma queste pagine presentano alcune difficoltà di interpretazione che non rendono chiaro quando si sia svolto effettivamente questo viaggio e soprattutto con chi abbia viaggiato Angioletta. Le difficoltà sono le seguenti: - Diversamente dal solito, Angioletta non aggiunge l'indicazione dell'anno (1888 o 1887) sull'agenda; - Sempre diversamente dal solito, Angioletta non rispetta la scansione in giorni prevista dall'agenda, ma espande la narrazione di alcune giornate sugli spazi di più giorni, con i cambi di giornata anche nel mezzo degli spazi; - Soltanto da un certo punto in poi, ovvero dal giorno 17, Angioletta indica la data del giorno, ma senza precisare mese ed anno; - In un caso Angioletta, nello scrivere gira per sbaglio due pagine, iniziando a scrivere più avanti, poi si accorge, cancella qualche riga e torna indietro a scrivere nelle due pagine lasciate bianche in mezzo; - Persino la sequenza temporale non è rispettata rigorosamente, specialmente all'inizio: il primo appunto che si trova scorrendo l'agenda (nello spazio del 9 settembre) parla dell'ascesa con la funicolare al Monte dei Cappuccini (a Torino);mentre il racconto del viaggio da Milano a Torino (che necessariamente deve essere avvenuto prima) si trova più sotto, nello spazio del 12 settembre; - Non è nemmeno chiaro con chi viaggi Angioletta. Quasi certamente con altre tre persone.Come dicevamo, l'ipotesi più immediata è che si tratti del viaggio di nozze di Angioletta e Pietro al Cenisio in qualche modo prefigurato dall'appunto del 16 marzo "Ritornai alla sera ancora e passammo circa due ore in sua cara compagnia, appoggiando il mio capo sul suo omero raccontando del nostro idillio futuro, quando soli col nostro amore saremo al Cenisio, circondati da una natura più che ridente". Invece certamente non sono soli. Ma ci sono alcuni dubbi persino sulla effettiva presenza di Pietro il quale non viene menzionato una sola volta, mentre sono citate la cugina Emma e la Mamma. Nell'appunto indicato come "giorno 17" infatti leggiamo: "Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata".


- La mancata citazione di Pietro, la mancanza di qualsiasi riferimento al recente matrimonio e la presenza della mamma e della cugina Emma potrebbe fare pensare a un viaggio svolto precedentemente rispetto al matrimonio (settembre 1888) e persino prima del fidanzamento con Pietro (gennaio 1888). Certamente però dopo il dicembre 1885, in quanto la funicolare al Monte dei Cappuccini di Torino viene inaugurata in quel mese e lo stesso albergo della Bonne Femme, citato come alloggio all'andata, viene ristrutturato con via Pietro Micca nel 1886.



Cerchiamo di mettere ordine.

A) Lo spazio del 9 settembre (e parte del 10) viene occupato da un appunto a matita ("Salita colla funicolare ai Cappuccini da dove si domina tutta Torino il Po ai piedi all'ingiro colline ridenti a destra Superga. Di umore abbastanza allegro alla sera però indisposizione") dove il 9 prestampato è corretto a mano da un "12", come se Angioletta volesse dirci che ha utilizzato la pagina del 9 settembre ma si riferiva di fatto a un giorno 12, ma l'anno non è indicato e che sia settembre possiamo intuirlo solo dal fatto che non ha corretto anche il mese. Questo appunto è attribuibile, per via della stessa correzione, e tenendo conto della sequenza temporale, al Giorno 12 (Visita di Torino, salita al Monte dei Cappuccini).

B) Nella pagina successiva, nello spazio dell'11 settembre, troviamo un altro appunto a matita ("Torino si può benissimo chiamare una piccola parigi. Oggi sono di umore alquanto triste forse quando sarò fra i monti l'animo si eleverà maggiormente non pensando che alla bellezza della natura ed a quelle Celesti."  E poi, invadendo lo spazio del 12, Angioletta racconta: "Partenza da Milano felicemente alloggiati all'albergo bonne femme. Città bella posizione amena splendidi monumenti però a mio gusto preferisco Milano. Passata una notte molto agitata. Minaccia temporale.". Questo appunto è attribuibile al Giorno 11 (Partenza da Milano per Torino, alloggio all'Alberto Bonne Femme). (Altre info sull'Albergo Bonne Femme su Civico 20 News, da cui è tratta l'immagine qui sotto, e su Atlante di Torino).


Dopo varie ipotesi e analizzando l'intero racconto del viaggio ho trovato che la ricostruzione più credibile sia la seguente.
Intanto va escluso che gli episodi narrati a Torino siano riconducibili alla stessa giornata, infatti in un giorno (che sappiamo essere il 12) Angioletta è "di umore abbastanza allegro". Mentre nell'altro giorno è "alquanto triste". E facendo i calcoli anche con i giorni successivi la partenza dovrebbe essere avvenuta il giorno 11.
Quindi Angioletta potrebbe avere iniziato a scrivere la sera dell'11 settembre, proprio nello spazio dell'11 settembre, infatti non c'è nessuna correzione sulla data e stende le sue impressioni su Torino maturate in quella data, poi si accorge di non aver raccontato la parte logistica (partenza da Milano, nome dell'albergo) e invade lo spazio del 12. Anche l'umore conferma questa ipotesi: di giorno è triste, la notte agitata. Poi, per non invadere anche lo spazio del 13 decide di scrivere gli appunti relativi al 12 settembre nella pagina rimasta bianca del 9 settembre. Segnando, per l'appunto 12.  Qui racconta la salita ai cappuccini e l'umore allegro, con indisposizione serale. Quindi di fatto l'appunto della pagina 9 settembre precede temporalmente e non segue l'appunto della pagina dell'11 settembre (ovvio: il viaggio da Milano a Torino non può seguire l'ascesa al Monte dei Cappuccini). 

C) Poi, a partire dallo spazio del 13 settembre, Angioletta inizia a raccontare il viaggio nei dettagli. Sarebbe finalmente in linea con la data prestampata sull'agenda, ma si perde subito la corrispondenza: infatti l'appunto di una sola giornata (probabilmente il giorno 13) occupa il 13, il 14 e il 15: "Alzati alle 7 visitata la Cattedrale stupenda la capella indi pigliata una vettura e visitato i principali corsi e piazze nonché il Valentino dal quale si domina il Po e circondato da colline incantevoli. Alle 5 partiremo per Susa. Eccoci in treno. Arrivati sani e salvi a Susa alloggiati all'Albergo del Sole. Cittadina di montagna dove scorre la Dora circondata dai monti, sera splendida coperta il firmamento di stelle, umore come al solito malinconico, appetito pochissimo. Innalzare la mente a Dio è dove si rittrae maggior conforto."  Giorno 13 (Visita della Cattedrale - Partenza da Torino in treno per Susa, alloggio all'Albergo del Sole)

D) Quello del giorno successivo, verosimilmente il 14 nella vita reale, occupa lo spazio dal 16 fino a metà del 21 settembre: "Alzati alle 7 e dall'albergo siamo andati a far visita alla Signora Gatti che ci accolse cordialmente e di lì dopo informazioni ci siamo recati al Moncenisio, viste stupende valli selvagge nel fondo delle quali scorre la Dora Riparia, cascate spumeggianti monti alquanto aridi e rocciosi però belli nel suo genere. Al Molaletto ci siamo fermati ed abbiamo bevuto di lì per un sentiero alquanto faticoso ci siamo recati al Cenisio per una strada carrozzabile, trovato un freddo abbastanza allegro, appetito formidabile. Il fiume Cenisia e la Rongia che poi si uniscono e poi formano la Dora Riparia la quale passa per Susa. All'Otel del sole si ha un piccolo lago che rende ancor più bello questi luoghi già tanto poetici una bella sera stellata [due parole cancellate] serve a mettere in rilievo questi luoghi alpini vi si scorge quà e là qualche ghiacciaio l'edelweiz domina in questi posti e si erge sovrano su tutta la flora alpina che vi abita. Domani tempo permettendo partiremo per la Savoia.Giorno 14 (Susa: visita alla Signora Gatti - Partenza da Susa per Moncenisio)
Qui alcuni dubbi: è un caso che l'albergo del Moncenisio
 si chiami Otel del sole, quasi omonimo dell'albergo di Susa (Albergo del Sole) dove hanno alloggiato il giorno prima? O è un lapsus di Angioletta? O c'è un errore nella narrazione e si tratta dello stesso albergo? E da Susa a Moncenisio sono andati a piedi (come sembrerebbe dalla narrazione): sono circa 15 km di salita? Inoltre va ricordato che la zona è profondamente cambiata: intanto la zona attorno al lago del Cenisio è passata dall'Italia alla Francia nel 1947 (trattato di Parigi) quindi probabilmente la compagnia di Angioletta alloggia in territorio allora italiano, in secondo luogo sulla sede del lago naturale (allora più piccolo) è ora presente un lago artificiale più ampio

E) Il giorno successivo (probabilmente il 15), riprendendo dalla pagina prestampata come "21 settembre" Angioletta scrive: "Alzati alle 8 con buon appettito e umore allegro mangiato caffè e latte [due parole cancellate] eccellente. Davanti al nostro albergo scorre il lago Cenisio le fanno corona i monti altissimi. In mezzo a queste bellezze l'animo si nobilita e i più gentili sentimenti fanno capolino in questi luoghi dove i semplici costumi fanno scordare il fango che purtroppo invade le grandi città. Per la via carrozzabile abbiamo passato il confine e visitata in parte la Savoia che trovai stupenda immensa ghiacciai praterie, monti maestosi cosparsi di pineti che li rendono imponenti. In mezzo a questo verde serpeggia la strada maestra che conduce a due paesini francesi. Ritornammo con un vento impetuosissimo * all'albergo alle 4, ci siamo coricati un poco indi pranzato ed alla sera fatto una passeggiata sino all'ospizio con una magnifica sera stellata. Di ritorno abbiamo ballato sino a mezzanotte e poi a letto". Questo appunto occupa fino a metà spazio del 25 settembre (dopo l'asterisco la matita viene abbandonata per tornare a scrivere a inchiostro). Giorno 15 (a Moncenisio, passeggiata in Savoia e ritorno)

F) Poi riprende (dalla metà 25 settembre) annotando (e dovremmo essere di fatto al 16): "Questa mattina ci siamo alzati alle 8 preso il caffè e latte ed alle 10 colazione alla forchette. Tempo splendido, un cielo color di zaffiro senza alcuna nube, un sole fulgidissimo. Abbiamo fatto il giro del lago lungo 14 Chiltri* poi riposammo un ora circa in un verde boschetto seduti sopra uno scialle a conversare. Di li per sentieri passando un piccolo ponticello siamo ritornati all'albergo abbiamo pranzato con appettito indi fatto una bella passeggiata di 2 Chiltri, poi ritornati all'albergo abbiamo pranzato di buon appettito fatto una lunga passeggiata e poi a letto". (Il testo qui arriva allo spazio del 28 settembre, mentre dovremmo essere sempre al giorno 16, e dopo l'asterisco torna a matita). Giorno 16 (a Moncenisio, passeggiata di 14 km attorno al lago e nuova passeggiata di 2 km dopo cena)
Qui l'ultima parte della nota sembra ripetuta, prima a matita e poi a penna


G) Finalmente, riprendendo a scrivere sullo spazio del giorno 28 settembre, Angioletta ci comunica una data (almeno per quanto riguarda il numero del giorno) il che ci permette di riconciliare i conti: "Questo giorno 17 dopo la colazione scendemmo per una via assai ripida a Lans-le-bourg paesello posto in ridente posizione in una valle verdeggiante dove scorre l'Arc spumeggiante le ridenti montagne lo racchiudono.* Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata fortuna volle che fosse una indisposizione passeggiera". (Dopo l'asterisco torna a inchiostro). Giorno 17 (a Moncenisio, passeggiata a Lanslebourg e nuova passeggiata "noi tre soli" dopo cena alla Gran Croix, mamma indisposta)

Bene, qui siamo al giorno 17, e ipotizziamo che siano partiti da Milano l'11. Di quale mese? Probabilmente settembre. Ma di che anno? Forse non è il 1888! E quello non è il viaggio di nozze. Si tratta magari una vacanza fatta l'anno prima o, perché no?, qualche anno dopo, che viene però annotata sul diario del 1888 conservato gelosamente (si tratta pur sempre dell'anno in cui Angioletta si è fidanzata e sposata). Particolare anche il fatto che durante questi giorni di gita la scrittura torrenziale la facesse esorbitare lo spazio ristretto delle singole giornate che di solito era quasi sempre sufficiente a racchiudere il resoconto delle giornate milanesi. Mancano ancora solo tre giorni di racconto di viaggio e compariranno altri personaggi difficilmente compatibili con l'ipotesi "viaggio di nozze" (almeno nel senso moderno del termine). Senza contare che, come molti hanno fatto notare, Angioletta non parla mai di Pietro. Potremmo indagare ulteriormente, qualche elemento c'è, ma la mia ipotesi è che queste pagine raccontino un viaggio dell'estate 1887, cioè dell'estate prima.

Resta però un dubbio: Angioletta con precisione incredibile (e sospetta) utilizza gli spazi dell'agenda a partire dal 9 settembre che, guarda caso, sono le pagine successive a quelle utilizzate nel 1888 matrimonio.  Se le avesse occupate l'anno prima sarebbe stato davvero profetico da parte sua!

E se invece la realtà fosse diversa? Se lei, da brava mogliettina avesse deciso di chiudere il suo diario intimo con il matrimonio l'8 settembre del 1888 e poi, avesse deciso deciso di utilizzare le pagine lasciate bianche nel 1888 in un viaggio degli anni successivi a cui non aveva preso parte il marito (oppure a cui aveva preso parte senza essere comunque menzionato, anche se questo è più improbabile?)

H) I) Infine, seguono gli appunti finali della gita: "Ieri giorno 18 nulla di immemorabile anzi una giornata alquanto noiosa nessuno di buon umore. Emma si fermò a letto col mal di capo io mal di denti quindi malinconia su tutta la linea nella notte ancora mal di denti e questa mattina partiremo per Susa [questa parte è stata scritta per errore sulla pagina successiva e poi cancellata n.d.r.linconia su tutta la linea.  Al dopopranzo siamo andati a fare la solita passeggiata all'Ospizio. Di ritorno a casa a letto subito ed alla mattina dopo una buona colazione salutati da quei buoni albergatori partimmo alla volta di Susa. Il viaggio fu felicissimo fortunati anche nel tempo circondati da continui monti, quà e la cascatelle, la Dora che ai piedi scorre, sui verdeggianti tappeti sparsi quà e là mucche guidate da pastori e pastorelle capre e pecore che sembra devono cadere da un momento all'altro da quei dirupi, macigni pendenti un complesso di cose che rendono ameni questi stupendi siti. Arrivati a Susa verso le 7 con un appettito da alpinisti abbiamo mangiato di gusto e poi sebbene il tempo non fosse molto favorevole pure non abbandonammo l'idea di fare la nostra solita passeggiata notturna e per un viottolo alquanto oscuro facemmo quasi un Chil.ro".
Giorno 18 (indisposizione generale, passeggiata all'Ospizio dopo cena) e Giorno 19 (Ritorno da Moncenisio a Susa e nuova passeggiata dopo cena) entrambi raccontati il 19.
Angioletta, come si usava allora, chiama colazione il pranzo e pranzo la cena. Anche in questo caso pare che il viaggio da Moncenisio a Susa sia stato affrontato a piedi. Se è così ancora più notevole il fatto che abbiano fatto una passeggiata anche dopo cena.

J) Nota che occupa lo spazio da verso la fine del 4 ottobre, supera la cancellatura del 5 causata dall'errore nel girar pagina, e si chiude a metà dello spazio del 7 ottobre: "Questa mattina giorno 20 ci siamo svegliati colla pioggia che poi fortuna volle cessò e ci lasciò liberi di passeggiare un poco verso il nostro amato Moncenisio che chissà se mi sarà dato di rivedere ancora. Ci siamo fermate io ed Emma sulla strada a discorrere delle nostre faccende e poi adagio adagio sempre ammirando ciò che di bello ci circonda siamo ritornati al nostro Albergo. Pranzato ci siamo recati sotto i portici a passeggiare indi a casa dove con un buon organetto abbiamo fatto quattro salti e dopo stanchi e lassi ci siamo coricati che davvero ne avevamo il bisogno." Giorno 20 (A Susa, passeggiata "verso" il Moncenisio e passeggiata dopocena sotto i portici).

K) Nota che occupa lo spazio da metà del 7 ottobre a metà del 9 ottobre: "Oggi giorno 21 con un sole splendido ed un cielo sereno ci siamo alzati ed alle 2 partiremo alla volta di Torino. Col treno che parte alle 2.20 da Susa in un vagone di terza classe abbastanza comodo partimmo alla volta di Torino. Non è a dirsi il dispiacere che provai ad abbandonare quei luoghi così deliziosi dove non solo l'occhio ma anche il cuore rimaneva estatico innanzi a così bella natura. Il viaggio non fu molto allegro da parte di tutti. Arrivati a Torino ci recammo a trovare la Gigia e di lì con una vettura all'Albergo Prussia sotto ai Portici dove ci trovammo benissimo per vitto ed alloggio. Alla sera in compagnia dei cari cugini al caffè Romano a godere un po di musica ed operetta e di lì alla maison a riposarci che davvero ne abbiamo estremo bisogno". Giorno 21 (Da Susa a Torino in treno, visita alla Gigia e alloggio all'Albergo Prussia, dopo cena coi cugini al Caffè Romano).

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domenica 17 agosto 2008

Venerdì 17 agosto 1888 - s. Liberato

Alzata alle 6 e partita col treno delle 8 40 da Milano per S. Stefano. Ricevuta una lettera di Piero alquanto pungente che mi fece assai male. Trovai alla stazione Piero e Carletto ad attenderci e al principio regnava fra noi due un pochino di freddura che se Dio vuole passò poi sul tardi. Venuta a Milano a malincuore. Domenica attendo con impazienza il caro Pietro.


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sabato 2 agosto 2008

Giovedì 2 agosto 1888 - s. Maria degli angeli

1888. Arrivo felicissimo accoglienza splendida. Trovato un dono della Zia Teresa assai elegante. Piero affettuoso.



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Nota: Lo spazio del 2 agosto è occupato da una nota che non si collega né con la precedente (del 1° agosto 1888) né con la successiva (del 3 agosto 1888) e che potrebbe essere, in senso cronologico, la prima nota scritta sul diario di Angioletta. Anche se non è chiaro quando sia stata scritta, è in ogni caso la nota che narra l'episodio meno recente della vita di Angioletta.

Infatti notiamo che l'indicazione dell'anno, che viene aggiunta come sempre a mano di fianco alla data prestampata, è stata infatti corretta: il solito 1888 scritto originariamente è stato cancellato e sotto l'indicazione di S. Maria degli Angeli è stato vergato un 1887. Inoltre la nota si riferisce a un episodio che difficilmente può essersi svolto nell'agosto 1888 nel corso della breve vacanza a Stabio di una Angioletta fidanzatissima, l'appunto tratta infatti del rifiuto della proposta di matrimonio fattale dal Sig. Bolis (di cui abbiamo parlato nel primo post: 2 agosto 1887): "Ieri sera gran ridere in occasione della domanda di matrimonio fatta dal Sigr Bolis ed in modo così drammatico ed esaltato che tutti ne abbiamo riso di cuore. fui però un po' troppo scortese ma dipende dal mio benedetto carattere".

Trovando occupato lo spazio del 2 agosto, Angioletta si risolve poi a scrivere una breve nota relativa al giorno 2 agosto 1888 (giorno in cui torna a casa da Stabio) sul margine della pagina successiva (3 agosto). "1888 Arrivo felicissimo accoglienza splendida. Trovato un dono della Zia Teresa assai elegante. Piero affettuoso"

Restano però moltissimi dubbi su quando sia stata effettivamente scritta la nota relativa al 2 agosto 1887, quella che racconta la proposta di matrimonio del signor Bolis.

La prima ipotesi è la più immediata: la nota sarebbe stata scritta effettivamente nel 1887 (assieme forse a un'altra piccola nota il 6 di settembre): anno nel quale Angioletta avrebbe utilizzato l'agendina solo occasionalmente. Poi, all'inizio del 1888, l'agendina sarebbe stata ripresa in mano da Angioletta per le sue annotazioni quotidiane fino a che con il flusso della scrittura non sarebbe arrivata al 2 agosto trovandolo già occupato.

Questa ipotesi però cozza con il fatto che di fianco alla data del 2 agosto sia stato scritto e poi cancellato 1888. Se la nota fosse stata scritta effettivamente nel 1887 difficilmente si sarebbe potuto fare un errore del genere. Anche il fatto che l'inchiostro sia lo stesso della nota precedente sembrerebbe smentire questa ipotesi.

Forse il tutto potrebbe conciliarsi formulando una ipotesi differente. La nota sarebbe stata effettivamente scritta nel 1888, ma con riferimento a un episodio del 1887. In altre parole: la sera del 2 agosto 1888, come quasi tutte le sere, Angioletta vorrebbe iniziare a scrivere la nota con gli avvenimenti della giornata e aggiunge 1888 di fianco alla data prestampata, poi si ricorda che lo stesso giorno dell'anno prima era accaduto un evento memorabile, allora cancella il 1888, aggiunge il 1887 e scrive l'episodio relativo alla proposta di matrimonio, "come se" fosse stato scritto allora (nel 1887): "Ieri sera gran ridere in occasione della domanda di matrimonio fatta dal Sigr Bolis ed in modo così drammatico ed esaltato che tutti ne abbiamo riso di cuore".  Aggiunge poi a matita una completamento/ripensamento (che potrebbe essere anche stato scritto in un altro momento)  "fui però un po' troppo scortese ma dipende dal mio benedetto carattere".
Finita la rievocazione, con la pagina quasi del tutto occupata avrebbe poi scritto sul bordo della pagina successiva la nota relativa al 2 agosto 1888. Sono solo ipotesi quello che sembra abbastanza certo è che il 2 agosto 1887 Angioletta abbia detto di no a Bolis, mentre il 2 agosto 1888 sia tornata a Milano da Stabio.

Questa seconda ipotesi ha un grosso difetto: non spiega perché la frase finale alla nota relativa al 2 agosto 1887 è stata aggiunta a matita. Se è stata scritta contestualmente alle frasi precedenti e successive (nella pagina seguente) il passaggio a matita resta dubbio.

La terza ipotesi allora prevede sempre che la nota relativa al 1887 sia stata scritta nel 1888 (esclusa però la parte a matita!). E subito dopo sia stata scritta sul bordo della pagina seguente la parte relativa al 2 agosto 1888. Poi in un momento ancora successivo, magari anni dopo, rileggendo il diario (ricordiamo che ha conservato l'agenda per una vita) Angioletta potrebbe aver pensato che nel 1887 era stata un po' scortese nel rifiutare Bolis e potrebbe aver aggiunto l'appunto di scuse a matita.
Ma anche questa terza ipotesi presta il fianco a una critica: non spiega perché - nel 1888 - Angioletta non abbia sfruttato quel poco spazio in calce alla nota relativa al 1887 (e non ancora occupato dalla nota a matita) per scrivere l'appunto relativo al 2 agosto 1888 invece di andare sul bordo della pagina successiva.

mercoledì 25 giugno 2008

Lunedì 25 giugno 1888 - s. Eligio vescovo

Arrivata la Pina questa mattina mentre noi stavamo pettinandoci. [illeggibile]ato il porta ombrelli. Aspettavamo che arrivasse Piero alle 11 ed invece arrivò che noi avevamo già pranzato, un incidente del tram lo tenne in viaggio 3 ore di più. Erano 2 giorni che non ci vedevamo ma per me sono parsi 2 anni. Fortuna vuole che non si assenterà (lo spero) più da Milano.



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domenica 11 maggio 2008

Venerdì 11 Maggio 1888 - s. Majolo abate

Piero venne a bere il caffè con noi. Di giorno fui disopra a lavorare con la zia Marina venne Piero e come passammo bene il tempo baciandoci e sussurrandoci dolci parole. Al pensiero che di necessità deve lasciare Milano mi spaventa abituata alla di lui compagnia, alle premure che mi usa continuamente e dovermene invece star senza di lui dico il vero che mi annienta!… Vi fu la Sig. ra Ponti reduce da Roma e la Sig. ra Veratti . Abbiamo noi tre accompagnato a casa l'Emma



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venerdì 9 maggio 2008

Mercoledì 9 maggio 1888 - s. Gregorio N.

Piero venne a bere il solito caffè in nostra compagnia è melanconico lo sono anch'io pensando che dovrà assentarsi da Milano per più di un mese. La lontananza di una persona cara lascia un vuoto, che neppure gli scritti sanno rimarginare. Lavorai di sopra con la Zia Marina. Terminate le liste verdi del mio copripiedi. Venuti questa sera gli Argenti e giocato la solita partita.



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